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Archive | Linkiesta.it

Chi è più puro tra Santoro e Mentana?

Per chi ama l'antropologia culturale e/o si diverte a osservare l'animo umano, quel che sta avvenendo in questi giorni a La7 è semplicemente fantastico. Con l'emittente della Telecom che dichiara di aver interrotto le trattative per far condurre una trasmissione a Michele Santoro; Enrico Mentana, direttore del tg de La7 e da anni considerato un martire del regime berlusconiano solo perché un giorno l'editore ha deciso di licenziarlo, che prima rilascia dichiarazioni dicendo che l'esclusione di Santoro deriva ancora da una volontà di Arcore, poi aggiusta il tiro e dice: "Michele chiedeva assoluta libertà; ma qualsiasi giornalista non può dire o scrivere quel che gli pare. Esistono obblighi di legge". ; e il diretto interessato che non gradisce: “Come è noto – dichiara al Fatto quotidiano -, Enrico Mentana non si è mai incatenato per la libertà di informazione. Anche quando aveva promesso di farlo. Pur nutrendo nei suoi confronti una enorme stima professionale, ritengo che abbiamo nei confronti del potere (economico, politico ed editoriale) atteggiamenti molto distanti. Il che ci rende diversamente liberi”. Insomma, vien da chiedersi: ma chi è più puro tra Mentana e Santoro?

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Santoro non firma con La7: se si sentisse più libero in Rai?

La trattativa tra Michele Santoro e La7 per la conduzione di un programma sull’emittente di Telecom si interrompe e il titolo di Telecom Italia Media perde cinque punti alla Borsa di Milano. Insomma, Santoro è talmente potente da determinare i destini degli azionisti. Magari, (stiamo scherzando, meglio precisarlo) qualcuno potrebbe persino accusarlo di aggiotaggio. Qualcun altro, Leoluca Orlando, invece ci vede solo la conferma del regime berlusconiano che ora si sarebbe allargato persino allo spazio aereo di Enrico Mentana. E se invece a La7 Santoro fosse meno libero che nella tanto vituperata Rai? 

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No Tav, alle 7.45 parte il primo attacco della polizia

Il presidio anti Tav

L’allarme è scattato con i fuochi d’artificio poco dopo le 4.30. Verso le 6 sono arrivate le prime volanti e le ruspe accolta da grida «Vergogna!» e «Servi!». Migliaia di uomini delle forze dell’ordine (che sembrano voler attaccare da tre fronti il presidio anti Tav) sono schierati in una galleria. L’ora x potrebbe scattare poco dopo le otto. DIRETTA

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Come sedici anni fa Bossi doma la rivolta di Maroni

La riconferma del capogruppo Reguzzoni riapre lo scontro nella Lega. Maroni non nasconde la sua insoddisfazione e Bossi lo bacchetta pubblicamente: «È scontento? Peggio per lui». Una rivalità mai sopita, nata sedici anni fa, quando Bobo provò inutilmente a detronizzare il Capo. Adesso ci riprova. Vi riproponiamo l’articolo di Michele Fusco, pubblicato ieri su Linkiesta, e confermatosi quanto mai attuale. 

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E in 40 mila chiedono alla Rai: “Ridacci il canone"

A quasi un anno dalla denuncia, l’associazione di consumatori Altroconsumo sfiderà il 22 giugno la Tv di Stato chiedendo il risarcimento per gli oltre 40mila italiani che hanno sottoscritto la class action: 500 euro a testa per la mancanza di «informazione obiettiva, imparziale ed equilibrata».

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“E ora un Referendum per cambiare il Porcellum”

Una rissa in Parlamento

Umberto Ambrosoli, avvocato milanese che lavorerà con Valerio Onida al fianco della Giunta di Giuliano Pisapia, ha aderito tra i primi all’iniziativa per l’abrogazione per la legge elettorale promossa da Stefano Passigli. A Linkiesta dice che «non sono questioni troppo tecniche. Lo si diceva anche per l’acqua, e abbiamo visto come è andata».

Il sondaggio de Linkiesta sulla proposta referendaria: rinunceresti a scegliere il Premier?

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Sull’acqua un’altra spallata della Chiesa a Berlusconi

Processione per la chiusura del mese mariano (Afp)

Quando il segretario generale della Cei Mariano Crociata parlò di «libertinaggio irresponabile» del premier era il 2009. Da allora è stato tutta una teoria di piccoli smarcamenti, freddezze crescenti, imbarazzi degli uomini di Chiesa nei confronti del capo del Governo. Sul referendum sull’acqua poi si è giocato un altro strappo.

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L’applauso più lungo è per Tabacci

Visitatori, consiglieri e curiosi. Una folla accoglie Giuliano Pisapia al momento dell’annuncio della sua giunta. L’applauso più lungo ha accompagnato il nome dell’Assessore al Bilancio Bruno Tabacci.

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«Se vince il sì sull’acqua non ci saranno soldi da investire»

Se passasse il secondo referendum il costo sostenuto dall’azienda pubblica o privata per realizzare gli impianti non potrebbe essere coperto”. Lo dice a Linkiesta Luigi Marattin economista dell’Università di Bologna ed esponente del Pd emiliano. Un dibattito che continua a pochi giorni dal referendum.

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E per la squadra di Pisapia spunta Tabacci

Bruno Tabacci

Accelerazione nella costruzione della squadra che governerà Palazzo Marino. Forse già mercoledì prossimo Nell’intervista a Radio Radicale Giuliano Pisapia parla per il bilancio di “un nome di garanzia per tutti”. Pensa all’ex Presidente della Regione Lombardia Bruno Tabacci?

Bruno Tabacci potrebbe entrare nella squadra di Giuliano Pisapia. Ad esempio, come assessore al bilancio. Fonti vicine all’ex Presidente della Regione Lombardia dicono che “è ancora prematuro”, ma la trattativa che potrebbe portare Tabacci a vigilare sui conti del Comune è di fatto iniziata. Il nuovo sindaco della città e Tabacci si conoscono e stimano del resto da molti anni. Lo stesso Tabacci ha espresso la sua preferenza per Pisapia in vista dei ballottaggi. 

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Fotogallery – Citylife. Un nuovo modo di vivere Milano?

Cartelli ovunque sul «Nuovo modo di abitare a Milano». Ma cantieri ancora molto indietro. Avanzano i lavori per le residenze Hadid e Libeskind, mentre sul terzo lotto non è ancora stato bandito il concorso architettonico. E dei tre grattacieli al centro di CityLife neanche l’ombra più lontana.

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Grecia e debiti sovrani dividono l’Europa

La rassegna stampa internazionale de Linkiesta

Continua il dibattito sul destino di Atene, fra default, ristrutturazione o reprofiling. Per il WSJ l’immobilismo europeo non serve. In Regno Unito, invece, i bonus ai banchieri potrebbero costare 10 miliardi di sterline ai contribuenti. Intanto, gli Usa piangono i morti dei tornado in Missouri.

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Esposto in Consob, Samorì cacciato da Bper

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Esposto in Consob,
Samorì cacciato da Bper

Gianpiero Samorì, avvocato modenese ex socio Bper

L’espulsione dell’avvocato modenese da socio della Banca popolare dell’Emilia è solo l’ultima puntata della battaglia tra sé e l’attuale cda. Una decisione che non ha precedenti nella storia della banca. Spunta anche un esposto depositato in Consob, notizia confermata da fonti vicine all’authority guidata da Vegas. 

Leggi il nostro Dossier sulla lotta ai vertici della Bper:

Botte alla Bper, le Coop salvano il figlio del Drake

Bper, le Coop si stanno facendo una banca

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L’ultima dei berluscones: Letizia ha perso per colpa di Cl

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“Letizia ha perso per colpa
di Cl”. Ma i numeri dicono altro

Roberto Formigoni e Silvio Berlusconi

I più vicini a Silvio Berlusconi e Letizia Moratti lo dicono da un giorno: «È colpa di CL e di Roberto Formigoni». I numeri però sembrano dire altro: lo scarto di 43 mila voti a vantaggio di Giuliano Pisapia non poteva essere colmato da un po’ di mobilitazione ciellina in più. Anche se Formigoni, probabilmente, non è particolarmente triste per la disfatta della sindaco. 

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Chiunque vinca, Milano ha già perso

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Chiunque vinca,
Milano ha già perso

Si vota a Milano, ma tutti pensano a Roma, al governo, al berlusconismo sottoposto all’ennesimo test. La città, il magro bilancio della Moratti, e le vaghe proposte del centrosinistra di Pisapia sono lontanissimi dal “dibattito”. La città dove la Seconda Repubblica è nata si trova “obbligata a discutere” di Brigate Rosse, dell’estremismo di Giuliano Pisapia, del ruolo della magistratura. 
Mentre a Milano, in fondo, servirebbe solo un buon sindaco da qui al 2016. 

Tutti gli aggiornamenti live

Questo appuntamento elettorale è un’altra occasione perduta per Milano e l’Italia. Si parla di tutto fuorché di Milano, e questo è grave, dato che è di Milano che si sta decidendo. In teoria, stiamo scegliendo a maggioranza se Letizia Moratti ha governato abbastanza bene in città o se sia meglio tentare con Giuliano Pisapia e il centrosinistra milanese. Si vota, in realtà, l’ennesima puntata di una fiction che compie 17 anni: con Silvio Berlusconi, o contro di lui?

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Da noi ci vuole l’America per fare emergere nuove idee?

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Da noi ci vuole l’America
per fare emergere nuove idee?

Il garage di Palo Alto in cui nacque la Hewlett Packard (Afp)

Gli Usa hanno tratto storicamente un grande vantaggio dalla fuga dei nostri talenti. Dal ligure Amadeo Giannini che fondò Bank of America sulle macerie del terremoto di San Francisco, a Camillo Jacuzzi che trasformò l'artrite reumatoide del figlio Kenneth nell'occasione per inventare le vasche da idromassaggio che hanno fatto la fortuna di quel cognome. E dell'importanza dell'imprenditorialità negli Usa se ne sanno qualcosa visto che i dati mostrano che le aziende con meno di cinque anni di vita sono quelle hanno creato la stragrande maggioranza dei posti di lavoro. Ma qualcosa deve stare cambiando se l'American Chamber of Commerce in Italy organizza un'iniziativa per aiutare i nostri cervelli a stare a casa.

 

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