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I movimenti dello yen durante la giornata di ieri

Lo yen giapponese ha perso nella sessione di ieri contro il dollaro statunitense e contro l’euro, dopo che la Grecia ha finalmente ricevuto il suo salvataggio da parte dell’Unione europea. La moneta ha avuto una perdita anche piuttosto pesante nei confronti dell’euro, mentre ha guadagnato contro la sterlina della Gran Bretagna.

La Grecia ha avuto il suo piano di aiuti, come dicevamo, il che alleggerisce in qualche modo le preoccupazioni tra gli investitori e il loro desiderio di sicurezza della valuta giapponese. Gli esperti del settore economico e del mercato del Forex non sono certi che il pacchetto di salvataggio possa oramai fare molta differenza per l’economia della Repubblica ellenica, ma in ogni caso a livello di valuta ha portato ad alcune interessanti oscillazioni volatili, in quanto i trader hanno cercato di farsi un’idea sulla situazione in Grecia.

Lo yen si è spostato lateralmente contro il dollaro dopo la caduta iniziale e si è alzato contro la sterlina inglese per la maggior parte della sessione di contrattazione, facendo una piccola pausa nel mezzo in quanto gli operatori sono stati chiamati a “digerire” le notizie dall’Europa.

Lo yen è sceso contro il dollaro anche dopo che i principali indici americani sono saliti. Lo Standard & Poor 500 è salito dello 0,5 per cento, arrivando al livello più alto dal giugno 2008, prima di ritirarsi dello 0,2 per cento. Il Dow Jones Industrial Average è salito oltre il livello di 13.000 per la prima volta dal maggio 2008.

Nel rapporto di cambio tra USD e JPY, c’è stato un avvicinarsi, poi superato, a quota 80, nel rapporto di cambio EUR / JPY c’è stato un superamento del valore di 105,50 , con il massimo giornaliero di ieri a quota 105,99 , mentre la coppia GBP / JPY è scesa al di sotto di 126,00.

Vedremo in che maniera oggi la valuta nipponica tenderà a muoversi sul mercato.

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Euro/Dollaro prossimo al valore “giusto”

Giornata non troppo interessante quella di oggi sul mercato delle valute; l’alta volatilità continua a dare occasioni di trading agli scalper, ma le domande sul medio-lungo periodo ancora non hanno una risposta. L’andamento positivo della SuperTrend che non inverte neanche con gli swing più lunghi sul grafico orario frena anche l’intraday ma a questo punto ad essere in dubbio è la validità dei segnali di lungo visto che i pattern sul grafico daily non hanno prodotto alcun risultato.

L’incrocio rialzista delle medie mobili a 100 e 200 ore lascia intendere che ci avviamo verso una fase positiva che fa’ seguito al recupero avuto nella seconda metà di Gennaio scorso. Dal bottom del 16 Gennaio infatti il mercato è in continuo recupero anche se ci troviamo ancora nel range di prezzo sfiorato a inizio Febbraio e per questo motivo si ha ragione di credere che la corsa sia rallentata ed i target rialzisti siano distanti per il momento.
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Euro/Dollaro prossimo al valore “giusto”, pubblicato su FareForex il 21/02/2012

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Oggi si incontrano i ministri della zona euro, tema centrale ancora la Grecia

I funzionari europei che stanno studiando il discorso degli aiuti alla Grecia, sono allo studio per cercare di trovare un accordo tra la zona euro e il paese stesso, al fine di poter arrivare a concedere l’aiuto da diversi miliardi di euro per il salvataggio greco.

I ministri delle finanze si riuniscono a Bruxelles oggi alle 15:30, a cui si unirà anche il primo ministro della Grecia, Lucas Papademos. I colloqui riguardano il piano di salvataggio. I leader europei, tra cui il cancelliere tedesco Angela Merkel, vogliono riuscire a portare la moneta unica fuori dalla crisi, tra i diversi segnali di miglioramento dell’economia globale. Il punto focale della questione è come sempre la Grecia, dato che la minaccia del collasso economico e l’uscita dall’euro hanno alimentato delle forti preoccupazioni  per lo scenario che potrebbe portare al caos.

Se i ministri non riescono a sostenere il pacchetto di salvataggio nella prossima riunione di Bruxelles, il problema potrebbe arrivare fino al punto in cui potrebbe essere troppo tardi.

Merkel, Papademos e il premier italiano Mario Monti lo scorso ​​17 febbraio hanno espresso fiducia circa il fatto che i ministri possano risolvere delle questioni ancora aperte.

La presenza di Papademos è ritenuta necessaria in quanto critici sono i colloqui in corso con le agenzie europee, con l’FMI e con gli Stati membri, che richiedono un coordinamento immediato tra Papademos e il ministro delle finanze Evangelos Venizelos. Un incontro finale con i vari funzionari governativi greci, come Papademos e Venizelos, potrebbe essere necessario. Ricordiamo che il prossimo 20 marzo la Grecia dovrà pagare 14,5 miliardi di euro di titoli di debito in scadenza.

Ad aggravare il problema è il ruolo della BCE e delle obbligazioni greche che ha accumulato nel corso della crisi. La banca centrale sta tenendo dei colloqui sull’esenzione delle obbligazioni greche nei portafogli di investimento delle banche centrali nazionali.

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Petrolio record: fiammata del WTI

Record storico per il prezzo del petrolio. Questo nuovo picco potrebbe presto avere un impatto alla pompa, e dunque ripercussioni sui prezzi del carburante. In ultima analisi potrebbero esserci nuovi rincari per diesel e benzina. Le tensioni con l’Iran e la debolezza dell’euro spiegano questa inflazione.

Il prezzo del petrolio ha toccato Venerdì a New York il livello più alto in nove mesi: il barile di “light sweet crude” (WTI) con consegna marzo è aumentato di 93 centesimi rispetto a Giovedì, portandosi a 103.24 dollari sul New York Mercantile Exchange (Nymex). A Londra, un barile di Brent del Mare del Nord con consegna ad aprile ha toccato quota 119.58 dollari, cedendo 53 centesimi dalla chiusura del Giovedì. Il prezzo del greggio è balzato fino a 120,70 dollari, prima di cancellare i guadagni.

Tuttavia, per un prezzo espresso in dollari, il record assoluto è quello del 2008- 143,15 contro i 120,35 dollari dall’inizio dell’anno. Ma nel frattempo, il biglietto verde si è rafforzato nei confronti della moneta unica. Nell’estate del 2008, un euro era scambiato a 1,56 dollari contro 1,30 dollari in questi giorni.
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Petrolio record: fiammata del WTI, pubblicato su FareForex il 19/02/2012

© Roberto per FareForex, 2012. | Commenta! |
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Posizioni Overnight

Quando una posizione che si è aperta nel Forex rimane aperta anche dopo le 22 GMT, si dice che si tratta di una posizione rollover.

Nel mercato forex, tutte le operazioni spot dovranno essere effettuate entro due giorni lavorativi. Il regolamento comporta la consegna fisica delle valute. Nel Forex tutte le posizioni che sono ancora aperte la sera devono essere chiuse tutti i giorni alla fine del giorno di trading, ovvero alle 22:00 GMT, e riaperte il giorno di negoziazione successivo.

Questa strategia, chiamata rollover, viene creata attraverso un accordo noto come “di swap” e ha un costo o un guadagno per il commerciante. In pratica, il broker non chiude e riapre le posizioni aperte, ma addebita o accredita sui conti dei clienti una certa somma di denaro, quando sono titolari di posizioni aperte overnight. La somma viene calcolata a seconda dei tassi di interesse prevalenti.

Ogni posizione aperta consiste nel prendere a prestito una valuta per comprarne un’altra. Dunque si pagano gli interessi sulla valuta presa in prestito e si guadagnano su quella acquistata. Supponiamo che i tassi di interesse del Giappone e degli Stati Uniti sono dello 0,25% annuo e del 2,5% annuo, rispettivamente. Se si ha di una posizione acquistata di 1 lotto in USDJPY a 80,50 , quindi, si guadagna il 2,5% all’anno sull’USD e si paga lo 0,25% all’anno sul prestito in yen.

Di conseguenza, se si lascia la propria posizione aperta, si guadagnano 6,16 dollari al giorno. Questo importo viene accreditato sul proprio conto. Questo importo equivale a 0.73 pips al giorno. Allo stesso modo, se si apre una posizione short nella stessa coppia di valute, si perdono 6,16 USD al giorno.

L’orario 22 GMT è considerato l’inizio e la fine della giornata di trading forex. Le posizioni che sono aperte alle 22 sono dunque soggette a rollover. Una posizione aperta alle 22:01 non è soggetta al rollover fino al giorno successivo, mentre una posizione aperta alle 21:59 è soggetta al rollover alle 22:00.

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Forex: il PMI cinese nel trade

PMI è l’acronimo di Purchasing Managers Index. La Cina pubblica due importanti reports. Il primo è il PMI cinese, condotto dalla Chinese Federation of Logistics and Purchasing,  e rilasciato il primo giorno di ogni mese. Il rapporto è un indicatore chiave della salute economica della Cina, basato su un’indagine condotta su circa 800 responsabili degli acquisti, interrogati in merito alle condizioni economiche attuali e future. L’indice riflette le opinioni dei managers, comprese le loro aspettative su una serie di fattori quali l’occupazione, i prezzi, la produzione, ecc

La seconda relazione è il PMI manifatturiero HSBC. HSBC conduce indagini in collaborazione con la società di servizi di informazioni finanziarie, Markit, e rilascia due versioni del rapporto: la relazione flash e il report finale. Le indagini coinvolgono oltre 400 aziende manifatturiere e, al fine di delineare un quadro preciso del settore manifatturiero cinese, l’insieme delle aziende intervistate è composto da produttori piccoli, medi e grandi e comprendono sia enti pubblici che privati.
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Forex: il PMI cinese nel trade, pubblicato su FareForex il 18/02/2012

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Bernanke afferma l’importanza delle banche comunitarie

Le banche comunitarie stanno vedendo un ottimo miglioramento delle prestazioni finanziarie nonostante il difficile clima economico. Lo dice il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, in una conferenza di banchieri tenuta ieri. I profitti delle banche comunitarie sono aumentati di molto, mentre le banche si trovano a dover mettere da parte meno denaro per coprire eventuali perdite su crediti dei loro portafogli. Bernanke ha detto nella conferenza stampa che il futuro delle banche comunitarie è una cosa fondamentale per l’economia.

Questa è sicuramente una buona notizia per le banche comunitarie, che sono quelle che svolgono attività in per una cifra inferiore al miliardo di dollari, e per le comunità in cui operano.

Gli stretti legami delle banche con il territorio in cui esse operano devono e la loro migliore condizione di salute, porta le comunità stesse a vivere un minor grado di rischio. Le banche stesse sono concentrate in un’area geografica così importante da cui da esse dipende anche la buona salute dell’economia locale. Come le banche più grandi, le banche comunitarie sono influenzato dallo stato e dall’economia nazionale. Nonostante alcuni segnali di miglioramento recente, la ripresa è stata frustrante e lenta, ciò ha limitato le opportunità per i prestiti redditizi.

Bernanke ha toccato anche un altro motivo di preoccupazione per i banchieri, ovvero il processo di esame della banca. Consapevole delle tensione che gli esami comportano per le banche, gli stessi saranno adattati per soddisfare le dimensioni di ogni banca, oltre che la loro complessità e il loro modello di business, in maniera che tutte possano essere giudicate al meglio.

Per le banche comunitarie, in particolare, gli esaminatori sono tenuti a tenere conto delle circostanze del mercato locale al momento della valutazione della gestione di una banca e al momento di prendere delle decisioni di credito che riguardano la banca stessa.

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La crisi dell’Eurozona è finita?

L’andamento del mercato dei cambi rispecchia esattamente la situazione attuale dell’Eurozona che si può riassumere con una sola parola; confusione. Sono ormai mesi che si parla di crisi del credito, problemi di liquidità, rischi default, Grecia, Spagna e spread ed il risultato è che siamo arrivati al punto che non si capisce più bene se siamo in crisi, se non siamo in crisi, se c’è un reale rischio e se c’è mai stato.

Escludendo fin da subito il giudizio delle agenzie di rating che ha avuto effetti solo nel brevissimo periodo attivando sessioni di speculazione, quello che stà succedendo in Europa sembra un vero mistero e la conferma di questo la abbiamo proprio con la giornata di oggi; nel giro di poche ore due importanti fonti di informazione hanno pubblicato articoli dedicati al rischio Europa con titoli esattamente opposti.
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La crisi dell’Eurozona è finita?, pubblicato su FareForex il 16/02/2012

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La zona euro è in recessione

La zona euro ha un piede in recessione, secondo i dati ufficiali che mostrano l’economia ferma si è contratta dello 0,3 per cento negli ultimi tre mesi del 2011 rispetto al trimestre precedente, un chiaro segno che la crisi del debito in Europa non ha risparmiato neanche i paesi del blocco della moneta unica.

Il declino è stato il primo dal secondo trimestre del 2009 e ha seguito il magro aumento dei tre mesi precedenti dello scorso anno, pari allo 0,1%. Il dato è stato leggermente migliore del previsto ma nonostante questo è un duro colpo all’economia europea, a causa della crisi del debito che si è intensificata, tanto da minacciare anche le grandi economie, in particolare l’Italia. Nel mese di novembre sembrava probabile che anche la terza economia della zona euro avrebbe avuto bisogno di un salvataggio finanziario, come la Grecia, l’Irlanda e il Portogallo.

In un disperato tentativo di salvare l’euro, i governi europei hanno deciso di legare le loro economie a delle condizioni super vantaggiose soprattutto con i prestiti a lungo termine. Bisogna inoltre agire in maniera rapida, sufficiente ad evitare una recessione.

Resta infatti inconcepibile che l’area dell’euro possa ancora rientrare in una recessione. Gli indicatori più recenti suggeriscono che dopo essere diminuiti nel quarto trimestre, l’economia dell’area euro ha recuperato equilibrio. Tuttavia, molti paesi della zona euro sono tornati in recessione individuale, come Italia, Paesi Bassi e il Belgio.

Oltre all’Europa, il deterioramento della performance degli Stati Uniti, che ha visto una crescita economica stabile nel corso dell’ultimo anno, si sta togliendo, dato che nel quarto trimestre dello scorso anno l’economia statunitense è cresciuta dello 0,7 per cento rispetto al terzo trimestre.

Molti istituti, compreso il Fondo monetario internazionale, pensano ora che ci sia ancora un più grande rischio per le prospettive economiche mondiali. Staremo a vedere cosa accadrà in futuro.

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Regno Unito, la disoccupazione potrebbe aumentare

La disoccupazione si sta avvicinandosi a quota un milione nel Regno Unito, con i licenziamenti che sono in aumento. Quasi un terzo dei datori di lavoro del settore privato prevede di effettuare dei licenziamenti in questo trimestre, inoltre la creazione di nuovi posti di lavoro è ancora più difficile. La disoccupazione è inoltre aumentata, il mese scorso, a quota 2,68 milioni di euro, e si prevedono nuovi incrementi secondo i dati pubblicati dall’Ufficio Nazionale di Statistica. Se la condizione corrente dovesse continuare, gli esperti prevedono che si potrebbe arrivare a 2.85 milioni di persone disoccupate entro la fine dell’anno.

La crescita dell’occupazione nel settore manifatturiero è in fase di stallo, inoltre ci saranno meno posti di lavoro nel settore dei servizi. Il oeggioramento delle prospettive di lavoro sono quasi interamente legate ad un calo della fiducia nel settore privato. Inoltre si prevede che ci saranno meno posti di lavoro nel settore dei servizi e che la crescita dell’occupazione nell’industria manifatturiera segnerà il passo. Le intenzioni di assunzione per i prossimi tre mesi sono invece più forti nei settori immobiliari, della finanza e delle assicurazioni.

Le prospettive sono ancora fosche per i giovani, dato che un quarto dei datori di lavoro intervistati ha detto che non ha assunto giovani nel 2011, mentre un altro quarto ha detto che non assumerà neanche nel corso del 2012. Con molti datori di lavoro che hanno detto che l’accesso ai finanziamenti è stato un fattore importante nella creazione di nuovi posti di lavoro nel corso degli ultimi due anni, le nette diminuzioni di tali finanziamenti potrebbero creare ancora più problemi.

Il programma di lavoro ha aiutato fino ad ora migliaia di persone attraverso un contratto di lavoro appositamente creato per i giovani. Vedremo in che maniera il Regno Unito affronterà la disoccupazione nel corso del 2012, sperando che ci possa essere una ripresa.

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La scure di S&P si abbatte su 34 banche italiane

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha declassato trentaquattro banche italiane, sulla scia del downgrade del rating sovrano dell’Italia. Nel mese di Gennaio infatti il giudizio del Paese era stato abbassato di due notch, portandolo a BBB+.

Sulle principali istituzioni finanziarie del paese si è abbattuta la scure dall’agenzia di rating americana S&P: tra queste anche alcuni colossi bancari come Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Nazionale del Lavoro e Mediobanca, tutti degradati a livello BBB + con outlook negativo. Il downgrade di Standard & Poor’s troverebbe giustificazione, secondo quanto reso noto dalla stessa agenzia, nella ridotta capacità delle banche di rifinanziare il proprio debito e sarebbe altresì motivato dalla prospettiva di scarsa redditività.
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La scure di S&P si abbatte su 34 banche italiane, pubblicato su FareForex il 12/02/2012

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Grecia, i sindacati non ci stanno

La risposta dei sindacati in Grecia è stata lanciata giovedì, dopo l’annuncio di un accordo tra i partiti di governo sul pacchetto di misure necessarie. Le misure previste, tra cui una riduzione del 22% del salario minimo come parte di una deregulation generale del mercato del lavoro, l’eliminazione, nel corso di questo 2012, di 15.000 posti di lavoro del settore pubblico e i tagli su alcune pensioni, sarà secondo alcuni la tomba della società greca.

Secondo i sindacati, la situazione sta trasformando la Grecia nella Cina d’Europa. L’unico risultato delle nuove misure non salverà la Grecia, ma finirà solo per salvare le banche. La gente deve prendere la situazione nelle proprie mani e se tali misure dovessero passare, allora la Grecia sarà sotto l’occupazione.

Ma il vero test ci sarà domani, quando i manifestanti di tutte in Grecia si troveranno davanti al parlamento prima del voto per il piano di austerità, che avverrà durante la notte. Tenuto conto della scadenza cruciale, il primo ministro ha avvertito che la Grecia si trova in un momento di responsabilità storico.

Papademos ha detto che è pienamente consapevole che si deve decidere ciò che è doloroso, ma il fallimento della Grecia non è un’opzione che ci si può permettere. Se il paese non dovesse mettere in pratica gli sforzi richiesti dai creditori e dovesse accettare il default disordinato, lo Stato non sarebbe in grado di pagare i salari, le pensioni e di garantire i servizi essenziali, come gli ospedali e le scuole. Dunque la situazione è decisamente grave e peggiore del previsto.

Papademos ha annunciato che la Grecia sta rivedendo a 19 miliardi di euro, invece che 50 miliardi di euro, i guadagni previsti dal suo programma di privatizzazione entro il 2015. Però la cosa base su cui bisogna fare affidamento è un ritorno alla crescita nel 2013, cosa che al momento appare difficile.

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Eurozona: ultimatum alla Grecia

Ancora semaforo rosso per la Grecia. L’Eurozona ha deciso di rimandare il proprio via libera ad una nuova tranche di aiuti al paese, concedendo ad Atene meno di una settimana per soddisfare le condizioni richieste, tra cui nuove economie di bilancio. Il presidente dell’Eurogruppo, Jean -Claude Juncker, dopo una riunione del Forum dei ministri delle Finanze dell’Unione monetaria a Bruxelles, ha infatti dichiarato che nonostante i notevoli progressi compiuti negli ultimi giorni, sul tavolo non vi sono ancora gli elementi necessari per prendere delle decisioni nell’immediato.

Una nuova (l’ennesima!) riunione dell’Eurogruppo è attesa per Mercoledì prossimo. Il Parlamento greco dovrà prima approvare il piano di austerità su cui i partiti politici greci e i rappresentanti dei creditori della Grecia, riuniti in seno alla squadra della “troika” (UE-BCE-FMI) hanno trovato un accordo di principio nel corso della giornata di Giovedì.

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Eurozona: ultimatum alla Grecia, pubblicato su FareForex il 11/02/2012

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Grecia, scontri e proteste

Il primo ministro greco Lucas Papademos ha avvertito di un rischio di caos in Grecia qualora non ci dovesse essere accordo sul piano di austerità. La situazione si è aggravata dopo le dimissioni di sei ministri che si oppongono alle misure di austerità richieste da parte dell’UE e del FMI per cercare di impedire la bancarotta del paese.

L’avvertimento di Papademos è stato lanciato dal Consiglio dei Ministri con una prima giornata di sciopero generale nel paese, punteggiato da violenze a margine delle manifestazioni di protesta contro il rigore imposto da parte dei creditori del paese.

Senza un voto in parlamento a favore del rigoroso programma di riduzione del debito, la Grecia non ha alcuna possibilità di ricevere l’aiuto da 130 miliardi di euro preparato dall’UE e dal FMI, il che permetterebbe al paese di evitare il rischio di non poter pagare il 20 marzo i 14,5 miliardi di euro dovuti.

Questo voto, richiesto esplicitamente da parte di UE e FMI, dovrebbe segnare l’accettazione delle riforme sanitarie richieste, in aggiunta all’impegno scritto da parte dei leader dei partiti politici a perdurare questa condizione di restrizione, affinché il programma di prestiti possa prendere piede, anche oltre la durata del governo attuale.

Mentre alcuni ministri di estrema destra hanno presentato le loro dimissioni oggi, il Primo Ministro Lucas Papademos ha sottolineato che chiunque fosse in in disaccordo con il piano di austerità potrebbe in ogni caso rimanere al governo.

Come nel mese di giugno e ottobre 2011, il centro di Atene è stato paralizzato da interruzioni nei trasporti pubblici e dal minimo dei servizi pubblici assicurati, con i due maggiori sindacati del paese che hanno chiamato uno sciopero generale di 48 ore.

Circa 2.000 lavoratori dei cantieri navali e scaricatori di porto sono andati a manifestare al porto del Pireo, dove lo sciopero stava bloccando le barche ormeggiate.

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BCE ferma tassi e consolida salita di Euro/Dollaro

La via del rialzo sembra consolidarsi sui grafici di medio e breve periodo su Euro/Dollaro. La notizia dei tassi di interesse era già scontata ma la decisione di stanziare un nuovo prestito alle banche Europee da’ seguito al progetto di lungo periodo e mira a consolidare i risultati raggiunti. Se non ci saranno ulteriori speculazioni sull’Eurozona è facile che la via del rialzo sull’Euro/Dollaro avrà spazio per crescere ulteriormente ed i top relativi di medio periodo saranno recuperati.

A destare sospetti è l’andamento contrastato dei cross correlati che stanno nettamente prendendo le distanze da Euro/Dollaro; l’esempio di Usd/Jpy è quello di più difficile interpretazione visto che sul cambio ci si aspettava una discesa che non è arrivata ed anzi le medie mobili puntano verso l’alto con l’incrocio rialzista sul grafico orario.
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BCE ferma tassi e consolida salita di Euro/Dollaro, pubblicato su FareForex il 09/02/2012

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Perché il forex è ideale per i principianti

Il mercato delle valute è uno dei più proficui in cui potresti investire. In ogni momento in cui sei alla ricerca di un modo per poter investire, il mercato delle valute è una delle scelte più interessanti da fare. Il forex è aperto 24 ore su 24, dunque si rivela essere un ottimo investimento anche per tutti coloro che vogliono un’entrata monetaria extra rispetto a quella del primo lavoro, qualunque esso sia, dato che il mercato valutario è aperto dalla domenica sera fino al venerdì sera, secondo l’orario italiano.

Se sei nuovo agli investimenti, inoltre, il mercato delle valute è ottimo anche per chi non ha mai investito prima di ora, dato che puoi iniziare ad investire anche poche centinaia di euro. I mini conti del mercato delle valute, infatti, ti permettono di iniziare a fare trading partendo davvero con poco. Grazie all’uso della leva, che deve però essere usata in maniera professionale ed accorta, sarà infatti possibile tradare delle somme di denaro maggiori rispetto a quelle che potresti tradare senza leva.

Se infatti decidi di partire con solo 100 euro, potresti arrivare a gestire fino al 20.000 euro, grazie ad una leva di 100:1 . La cosa da sapere, però, è che la leva ti porta anche a rischiare più denaro. Così come arrivi a guadagnare di più, infatti, potresti infatti rischiare di più e chiudere prima del previsto il tuo conto. Per evitare questo devi infatti tenere presente il controllo del rischio e delle perdite.

Solo in questa maniera puoi pensare di apprendere nel modo migliore come fare trading nel mercato delle valute e continuare ad accrescere il tuo conto valutario. Ricorda che dunque il forex è un mercato ideale anche per i principianti, che possono dunque trovare nel mercato delle valute il modo migliore per poter investire il loro denaro.

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