L’economia tedesca potrebbe probabilmente essersi ridotta dello 0,25% nell’ultimo trimestre del 2011. Per tutto il 2011, l’economia è cresciuta del 3%, secondo i dati ufficiali dell’Ufficio di Statistica. L’impulso per la crescita è principalmente fornito dalla domanda interna, tuttavia il tasso di crescita annuale è stato più debole di quello post-unificazione, che era ad un record del 3,7% .
Il dato annuale si basa su una stima per il quarto trimestre, con i dati ufficiali per gli ultimi tre mesi che dovrebbero essere pubblicati il 15 febbraio. Anche se l’espansione del 3% nel 2011 ha segnato un rallentamento della crescita a partire dal 2010, si tratta ancora di una crescita forte rispetto ad altre economie.
L’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo, OCSE, prevede una crescita nel 2011 dell’1,7% negli Stati Uniti, dello 0,9% nel Regno Unito, dell’1,6% in Francia e dello 0,7% in Spagna e in Italia.
La ripresa economica ha avuto luogo principalmente nella prima metà dell’anno. Per la Germania resta molto facile trovare denaro per raccogliere fondi. All’inizio della settimana, la Bundesbank ha messo all’asta 3,9 miliardi di euro di debito, ad un tasso di interesse molto basso. Questo perché, rispetto al resto d’Europa, gli investitori vedono la Germania come una istituzione solida in cui poter investire i loro soldi. E pensano che se l’euro crolla, l’economia tedesca sarà ancora in piedi.
In secondo luogo, a causa dei problemi in Grecia, in Portogallo, in Irlanda e in Spagna, il valore dell’euro rispetto al dollaro è sceso di circa il 10% nella seconda metà dello scorso anno, il che rende le esportazioni tedesche più convenienti rispetto a quelle degli USA.
Di questo ne ha beneficiato in maniera particolare il mercato delle auto tedesco, le cui vendite sono state particolarmente forti, con le vendite che sono state in aumento del 6,1% nel mese di dicembre. Le esportazioni, che sono state il principale motore dell’economia tedesca, sono aumentate del 8,2%, anche se questo ha segnato un rallentamento della crescita del 13,7% dall’anno scorso.
Continua la lettura dell’articolo su Tutto Forex


Il passaggio dal 2011 al 2012 ha temporaneamente oscurato e rimosso la crisi del debito sovrano della zona euro zona dalle prime pagine dei giornali, ma è in procinto di tornare prepotentemente alla ribalta. I prossimi mesi saranno decisivi per la sopravvivenza della moneta unica europea, mentre le barriere politiche, economiche e finanziarie si moltiplicano sulla strada dei principali leader europei.

L’alta incertezza verso l’Eurozona ed il momento difficile per le valute principali legate all’Euro costringono a prendere in considerazione altri cross nel medio lungo periodo; la distribuzione di liquidità tuttavia potrà portare ad un livellamento degli spread del mercato che ora sono nettamente a sfavore di certe valute troppo poco scambiate, che vengono prontamente scartate nelle posizioni di brevissimo ma anche di lungo.

Christine Lagarde non ha dubbi; l’Euro si salverà senza riserve durante il 2012 ed il rischio di default non è assolutamente fondato. Questo il riassunto del suo intervento che anche se non riesce a sollevare il Forex porta comunque una ventata di buone speranze per il 2012 vista la sua posizione all’interno del Fondo Monetario Internazionale.

Il premier del Lussemburgo affonda l’Euro: le dichiarazioni di Jean-Claude Juncker non lasciano spazio all’immaginazione e suonano come una sentenza (già sentita a dire il vero) oltre che come avvertimento per il vertice della prossima settimana:

Da quando il Forex ha iniziato a diventare famoso grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria seguita dall’offerta di una miriade di broker specifici per lo scambio delle valute si sono moltiplicati sul web prodotti dedicati alla famosa piattaforma Metatrader che promettono di guadagnare sul mercato delle valute in modo automatico.

L’euro compie oggi dieci anni…Un decennio che gli italiani sembra abbiano pagato a caro prezzo. Dall’introduzione dell’euro, nel lontano 2002, ad oggi, il potere d’acquisto per il ceto medio è drasticamente calato: -39,7%.

Anche verso la fine dell’anno la volatilità non permette cali di attenzione sul Forex, sopratutto su Euro/Dollaro; l’andamento che negli ultimi giorni ha sviluppato sul grafico a 4 ore inversioni multiple continua a dare filo da torcere agli investitori dell’ultima ora che vogliono liquidare le posizioni prima del week-end di Capodanno per ricominciare nel 2012 da zero. Il grande ribasso messo a segno durante il 28 Dicembre ha spinto il cambio sotto a 1.30 toccando poi il giorno successivo un bottom prossimo a 1.2860. Da questo supporto il mercato è tornato in quota disegnando un secondo swing di supporto a 1.2915 per poi raggiungere in questo momento la media mobile a 100 periodi sul grafico orario. E proprio sul grafico orario andrà controllato il livello di short indicato che se superato farà proseguire il cambio al ribasso per almeno una settimana vista la debolezza generale del mercato.
