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La Germania si conferma essere la prima economia in Europa

L’economia tedesca potrebbe probabilmente essersi ridotta dello 0,25% nell’ultimo trimestre del 2011. Per tutto il 2011, l’economia è cresciuta del 3%, secondo i dati ufficiali dell’Ufficio di Statistica. L’impulso per la crescita è principalmente fornito dalla domanda interna, tuttavia il tasso di crescita annuale è stato più debole di quello post-unificazione, che era ad un record del 3,7% .

Il dato annuale si basa su una stima per il quarto trimestre, con i dati ufficiali per gli ultimi tre mesi che dovrebbero essere pubblicati il 15 febbraio. Anche se l’espansione del 3% nel 2011 ha segnato un rallentamento della crescita a partire dal 2010, si tratta ancora di una crescita forte rispetto ad altre economie.

L’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo, OCSE, prevede una crescita nel 2011 dell’1,7% negli Stati Uniti, dello 0,9% nel Regno Unito, dell’1,6% in Francia e dello 0,7% in Spagna e in Italia.

La ripresa economica ha avuto luogo principalmente nella prima metà dell’anno. Per la Germania resta molto facile trovare denaro per raccogliere fondi. All’inizio della settimana, la Bundesbank ha messo all’asta 3,9 miliardi di euro di debito, ad un tasso di interesse molto basso. Questo perché, rispetto al resto d’Europa, gli investitori vedono la Germania come una istituzione solida in cui poter investire i loro soldi. E pensano che se l’euro crolla, l’economia tedesca sarà ancora in piedi.

In secondo luogo, a causa dei problemi in Grecia, in Portogallo, in Irlanda e in Spagna, il valore dell’euro rispetto al dollaro è sceso di circa il 10% nella seconda metà dello scorso anno, il che rende le esportazioni tedesche più convenienti rispetto a quelle degli USA.

Di questo ne ha beneficiato in maniera particolare il mercato delle auto tedesco, le cui vendite sono state particolarmente forti, con le vendite che sono state in aumento del 6,1% nel mese di dicembre. Le esportazioni, che sono state il principale motore dell’economia tedesca, sono aumentate del 8,2%, anche se questo ha segnato un rallentamento della crescita del 13,7% dall’anno scorso.

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Zona euro ancora nell’occhio del ciclone

Il passaggio dal 2011 al 2012 ha temporaneamente oscurato e rimosso la crisi del debito sovrano della zona euro zona dalle prime pagine dei giornali, ma è in procinto di tornare prepotentemente  alla ribalta. I prossimi mesi saranno decisivi per la sopravvivenza della moneta unica europea, mentre le barriere politiche, economiche e finanziarie si moltiplicano sulla strada dei principali leader europei.

In Grecia, dove la crisi del debito è emersa due anni fa, il governo si è impegnato in una corsa contro il tempo, al termine della quale sarà fondamentale per il paese aver raggiunto un accordo con i creditori, in virtù del quale Atene potrà ricevere un nuovo aiuto dai partner europei e dal Fondo monetario internazionale (FMI).

Ma le trattative con i creditori privati, cui è stato chiesto di rinunciare al 50% del valore nominale delle obbligazioni greche in possesso nei loro portafogli, nelle ultime settimane sembra stiano slittando. Cresce il rischio di un default greco. La sfiducia dei mercati, nei confronti della Grecia e degli altri paesi in difficoltà, tra cui l’Italia, si riflette sull’andamento dei rendimenti sui mercati secondari. Il tasso sul debito italiano a 10 anni è tornato la scorsa settimana ad un livello superiore al 7%. E’ ’improbabile che le elezioni legislative greche daranno al paese una larga maggioranza e non è dunque escluso che ci vorrà una nuova coalizione ad Atene, con i rischi che ciò comporterebbe in termini di trattative.
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Zona euro ancora nell’occhio del ciclone, pubblicato su FareForex il 10/01/2012

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L’euro ancora in crisi

La Banca centrale europea dovrebbe prendersi una pausa dal taglio dei tassi di interesse, anche se l’euro rimane ancora intrappolato in un circolo vizioso di costi governativi e di dati economici deboli. La prima settimana del 2012 non è stata incoraggiante per la valuta comune europea. Dopo un breve attacco di ottimismo alimentato dai dati di produzione, che sono migliorati all’inizio della settimana, l’euro alla fine ha ceduto al pessimismo generale sulla crisi del debito, arrivando al minimo da 15 mesi contro il dollaro e a quello mai raggiunto contro lo yen, addirittura sotto quota 98.

Gli sforzi da parte della BCE di sedare i mercati hanno avuto un successo limitato. La banca centrale continua a comprare titoli di emergenza del debito italiano e spagnolo, ma gli oneri dei titoli a 10 anni in Italia rimangono indomiti ad un rendimento del 7%, una soglia che gli economisti considerano insostenibile.

Gli analisti sono alla ricerca di indizi che la BCE possa effettuare un più aggressivo acquisto di bond, come una sorta di quantitative easing della Federal Reserve, che ha portato ad un forte deprezzamento del dollaro. Almeno per ora, il presidente della Bce, Mario Draghi, resiste all’idea. In definitiva, se la BCE vuole una maggiore attività economica, potrebbe fare effettivamente come la Fed e spingere a lungo termine i rendimenti obbligazionari più bassi.

Sull’euro pesa anche la paura di un downgrade di massa per le economie più indebitate in Europa, una mossa che potrebbe aumentare gli oneri finanziari di tutto il continente.

Dopo un periodo di calma, dicono gli analisti che le tensioni nei mercati obbligazionari europei stanno danneggiando l’euro. Gli investitori ora sembrano separare i rischi generati dalla crisi del debito in Europa da altri problemi legati alla crescita globale, rischi che dovrebbero essere dissolti o confermati questa settimana, dato che verranno pubblicati dei dati sulla produzione industriale delle economie più grandi in UE.

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Analisi Franco Svizzero e Dollaro Canadese

L’alta incertezza verso l’Eurozona ed il momento difficile per le valute principali legate all’Euro costringono a prendere in considerazione altri cross nel medio lungo periodo; la distribuzione di liquidità tuttavia potrà portare ad un livellamento degli spread del mercato che ora sono nettamente a sfavore di certe valute troppo poco scambiate, che vengono prontamente scartate nelle posizioni di brevissimo ma anche di lungo.

Discorso diverso invece per Cad/Chf; il cambio, che monitoriamo già da diverso tempo, sul grafico daily offre continui spunti operativi che permettono di entrare a mercato quasi in qualsiasi momento, visto che i livelli di interesse si stringono spesso vicino al prezzo il quale li supera attivando i segnali.
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Analisi Franco Svizzero e Dollaro Canadese, pubblicato su FareForex il 07/01/2012

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USA, la ripresa passa anche per il mercato immobiliare

I politici della Federal Reserve hanno detto che il governo degli Stati Uniti dovrebbe cercare nuovi modi per stimolare il mercato immobiliare. Il presidente della Fed di New York, William C. Dudley, ha detto che degli ulteriori interventi di politica abitativa possono aiutare la crescita, anche se la Fed dovrebbe considerare un ulteriore allentamento. Il Presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren, ha invece preso una posizione più aggressiva nel sostenere l’acquisto di titoli garantiti da ipoteca, mentre il governatore della Fed, Elizabeth Duke, ha detto che l’atteggiamento attuale della politica monetaria della banca centrale americana è appropriato.

I commenti sottolineano le preoccupazioni da parte dei funzionari della Fed che bisognerebbe operare ancora per rilanciare la crescita e per ridurre la disoccupazione. Il Presidente della FED, Ben Bernanke, ha esortato i legislatori a fare di più per rilanciare il mercato immobiliare, definendolo un ostacolo alla ripresa economica.

Ora il Federal Open Market Committee si riunirà il 24 e il 25 gennaio a Washington, dove i governatori e i presidenti delle varie banche regionali presenteranno per la prima volta in questo 2012 delle novità sul tasso di riferimento sui fondi federali. La Fed ha fatto sapere che potrebbe alterare i tassi dicendo che li terrà vicino allo zero almeno fino alla metà del 2013. La banca centrale ha tagliato il tasso di interesse portandolo quasi a zero nel dicembre 2008.

Anche così le prospettive per la disoccupazione sono inaccettabilmente elevate, sembra quasi che il mercato del lavoro non è pronto per un marcato miglioramento. Mentre il trend della disoccupazione è progressivamente più basso, il percorso per arrivarci potrebbe essere difficile. I responsabili politici sono disposti ad utilizzare tutti gli strumenti in mano loro al fine di favorire la ripresa economica in un contesto di stabilità dei prezzi. Gli USA, nel frattempo, continuano a crescere e a migliorare.

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L’Euro salvo nel 2012, parola di Lagarde

Christine Lagarde non ha dubbi; l’Euro si salverà senza riserve durante il 2012 ed il rischio di default non è assolutamente fondato. Questo il riassunto del suo intervento che anche se non riesce a sollevare il Forex porta comunque una ventata di buone speranze per il 2012 vista la sua posizione all’interno del Fondo Monetario Internazionale.

Secondo Lagarde l’Euro è una moneta troppo giovane e troppo solida per rischiare il crollo. I problemi dell’Eurozona sono noti a tutti ma sotto accusa ci sono i debiti sovrani ed i singoli stati, oltre che le difficoltà sul prestito interbancario bloccato. Il 2011 si è chiuso con il crollo delle vendite al dettaglio (-0.8% a Novembre che batte lo 0.2% stimato) ma anche con la sfiducia dei consumatori, fermati dalla crisi che ha ridotto il potere di acquisto e gettato nella disoccupazione migliaia di persone.
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L’Euro salvo nel 2012, parola di Lagarde, pubblicato su FareForex il 06/01/2012

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La FED manterrà i tassi di interesse al minimo

In un cambiamento importante della sua politica, la Federal Reserve annuncia che per diverso tempo prevedà di mantenere a breve termine i tassi di interesse ai livelli attuali. Attualmente, le previsioni includono delle stime per la crescita della disoccupazione ma, nonostante questo, non ci sarà crescita dei tassi di interesse.

Le imprese di piccole dimensioni negli USA hanno assunto in media 0,15 addetti ad impresa il mese scorso, secondo gli ultimi dati che arrivano dagli USA. Il nove per cento degli intervistati ha dichiarato che prevede di aumentare l’occupazione nei prossimi tre mesi, mentre l’8 per cento delle aziende prevede di ridurre la propria forza lavoro. Sono proprio le piccole imprese dalle quali bisogna ripartire. E’ questa la profonda e giusta convinzione sia del presidente Obama che del numero uno della FED, Ben Bernanke.

La settimana scorsa, mentre ancora in vacanza alle Hawaii, il presidente Obama ha firmato un emendamento che autorizza la realizzazione di programmi di sviluppo e di ricerca per le piccole imprese. I parlamentari di Camera e Senato hanno nel frattempo trovato un compromesso su un accordo per salvare i programmi che riguardano il lavoro, una decisione decisamente ottima da ogni punto di vista.

Un dato molto importante che negli USA è stato fatto registrare nel corso delle ultime settimane è stato quello dell’aumento della domanda del settore manifatturiero. Gli ordini alle fabbriche americane sono aumentati dell’1.8 per cento nel mese di novembre, segnando il maggior incremento in quattro mesi, secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Commercio degli USA. Le stime di produzione del mese precedente sono state riviste al rialzo dello 0,2 per cento, con la domanda per gli aerei e per le automobili che sono state in aumento e che hanno compensato il calo della domanda dei metalli per la produzione di computer e di strumenti del settore dell’elettronica.

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Euro/Dollaro in discesa, Juncker: “Europa sull’orlo”

Il premier del Lussemburgo affonda l’Euro: le dichiarazioni di Jean-Claude Juncker non lasciano spazio all’immaginazione e suonano come una sentenza (già sentita a dire il vero) oltre che come avvertimento per il vertice della prossima settimana:

Europa sull’orlo della recessione

Il congelamento dei prestiti interbancari oltre che l’inefficienza delle misure prese dalla BCE per contrastare la crisi in tutti questi mesi e l’allargamento dello spread, insieme al continuo attacco da parte delle agenzie di rating sui debiti sovrani e sugli istituti di credito Europei; questi i motivi che portano dell’ennesimo allarme sulla recessione che questa volta arriva direttamente dal presidente dell’Eurogruppo, che conclude però lasciando una nota di speranza:

La Grecia non sta considerando il ritorno alla Dracma. La situazione è difficile ma affrontabile
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Euro/Dollaro in discesa, Juncker: “Europa sull’orlo”, pubblicato su FareForex il 04/01/2012

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Le banche hanno iniziato il 2012 in aumento, ma continuerà?

Le azioni bancarie hanno inaugurato il nuovo anno facendo registrare qualcosa che raramente hanno fatto nel 2011, un guadagno leader di mercato. Bank of America, che ha perso lo scorso anno quasi il 60%, è salito di oltre il 4%, Goldman Sachs ha guadagnato circa il 5%, mentre Citigroup e Morgan Stanley hanno guadagnato oltre il 6%. Quindi, questo anno sarà di ritorno per i titoli bancari? Probabilmente no, certo, non possono perdere allo stesso modo di quanto hanno fatto nel 2011, ma molti investitori sono ancora scettici sul settore, per ovvi motivi. I problemi di debito in Europa non sono finiti. L’economia statunitense, pur evidenziando segnali di miglioramento, rimane bloccata.

Non è ancora chiaro quale impatto potranno avere le regole del nuovo governo, che fanno parte del Dodd-Frank Wall Street Reform Act. Diverse grandi banche hanno ancora nei loro portafogli dei rischi legali ai mutui crollati ancora durante la crisi del credito del 2008.

Il settore bancario ha vissuto la crisi più grande in assoluto lo scorso anno, così come il settore immobiliare. Purtroppo la cosa più critica legata a questo settore è che molte aziende e molti privati non sono riusciti a chiedere prestiti così facilmente come hanno potuto fare fino a quel momento. A livello privato, non avere prestiti porta anche a spendere di meno e sappiamo che la spesa dei consumatori è uno dei dati fondamentali più importanti in assoluto, sia a livello di forex che di azioni.

A livello aziendale, invece, non avere prestiti significa per la maggior parte dei casi non poter crescere. Se non c’è crescita, non c’è possibilità per le aziende di assumere nuovo personale e, dunque, non c’è modo di aumentare la spesa dei singoli. E’ un cerchio nel quale, se cade il primo tassello, cadono anche tutti gli altri. Bisogna stare attenti e bisogna agire con calma, puntando sui mercati bancari.

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FapTurbo per MetaTrader funziona? Ecco la verità

Da quando il Forex ha iniziato a diventare famoso grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria seguita dall’offerta di una miriade di broker specifici per lo scambio delle valute si sono moltiplicati sul web prodotti dedicati alla famosa piattaforma Metatrader che promettono di guadagnare sul mercato delle valute in modo automatico.

Di questi EA (o trading system se si preferisce) pre-confezionati è pieno il web e ne troviamo in continuazione di nuovi, ma solo pochi resistono alla “prova del tempo” per chissà quale motivo e diventano dei veri e propri casi di discussione per le comunità mondiali di trader (o aspiranti trader) su internet. La prima domanda che viene in mente quando ci si trova di fronte a prodotti simili è sicuramente “funziona?“.
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FapTurbo per MetaTrader funziona? Ecco la verità, pubblicato su FareForex il 02/01/2012

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E’ possibile invertire una posizione perdente? Parte 2

Abbiamo visto nello scorso articolo che, dopo aver aperto la nostra posizione, ipotizziamo che il trading si muova in maniera negativa per noi. Nonostante questo, siamo sicuri, avendo fatto una certa analisi tecnica e soprattutto una certa analisi fondamentale, che la coppia EUR/USD ha un livello di supporto a circa 1,282 , dunque dentro il nostro stop loss, e inoltre sappiamo che la coppia di valute dovrebbe risalire perché, ad esempio, potrebbe essere in una situazione di ipervenduto.

A questo punto si potrebbe decidere di ignorare la classica gestione del denaro e di eliminare tutti gli stop loss. Attenzione, si tratta in ogni caso di un metodo molto rischioso, che potete provare solo se state al computer a chiudere la posizione nel caso in cui dovesse scendere ancora. Se le impressioni sono giuste, allora la coppia di valute dovrebbe correggersi.

Se si riesce a superare lo shock iniziale del mercato e si dimostra che l’andamento attuale, ovvero quello in discesa, è sbagliato, dunque la coppia EUR/USD, ancora in calo, inizia a rifiutarsi di scendere al di sotto di un certo livello. Diventa chiaro che la coppia di valute EUR / USD non è disposta a scendere ancora, piuttosto resterà sui livelli che ha raggiunto.

A questo punto possiamo avere la nostra occasione, sia per recuperare dalla perdita che per aprire delle posizioni in guadagno. In questi casi, infatti, la migliore occasione che si possa sfruttare per uscire da questa brutta situazione è quello di aprire delle posizioni in ritracciamento, ovvero che ci fanno guadagnare da questi particolari movimenti di mercato. Il vantaggio è doppio, da un lato si riduce la perdita, dall’altro invece si ha un guadagno da delle nuove posizioni che vengono aperte. Ovviamente, la cosa da ricordare è che, anche in questo caso, si tratta di un “gioco” molto rischioso, che deve essere fatto solo da trader esperti.

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Euro: dieci anni di salasso. Potere d’acqusito -39,7%

L’euro compie oggi dieci anni…Un decennio che gli italiani sembra abbiano pagato a caro prezzo. Dall’introduzione dell’euro, nel lontano 2002, ad oggi, il potere d’acquisto per il ceto medio è drasticamente calato: -39,7%.

E’ quanto emerge da uno studio del Codacons, l’associazione a tutela dei diritti dei consumatori, che ha stimato che per una famiglia italiana composta da quattro persone, i dieci anni dell’euro, si traducono in una una stangata pari a circa 10.850 euro. Un decennio all’insegna degli aumenti generalizzati e delle manovre economiche, un vero e proprio massacro per le tasche delle famiglie italiane.

Questa la conclusione cui giunge il Codacons che spiega di essere stata ”la prima associazione che nel gennaio 2002, quando venne introdotto l’euro, denunciò gli aumenti selvaggi e le speculazioni da changeover Allora venimmo accusati di euroscetticismo e di terrorismo mediatico – spiega il presidente dell’Associazione Carlo Rienzi – mentre oggi tutti ci danno ragione, perché la prova di ciò che è successo è sotto gli occhi di chiunque, a partire dagli stessi commercianti, prime vittime della loro stessa politica suicida”.
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Euro: dieci anni di salasso. Potere d’acqusito -39,7%, pubblicato su FareForex il 01/01/2012

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E’ possibile invertire una posizione perdente?

Abbiamo visto nello scorso articolo che una delle cose che si può provare a fare, quando si perde denaro nel Forex, è di cercare di invertire una posizione, da negativa a positiva. Vediamo come fare e supponiamo che si stia operando con la coppia di valute EUR/USD , tanto da pensare che il suo prossimo livello di resistenza sarà a quota 1,3345 . Prima di aprire la posizione long, immaginiamo che il prezzo scenda, puntando al livello di supporto a quota 1,2820 . Questo significa aprire una posizione a questo secondo valore, puntando alla resistenza, per un profitto di 525 pips se tutto va nel verso giusto.

Quando si opera è importante mantenere una certa flessibilità, soprattutto se si vuole tentare di far diventare una posizione negativa in una positiva. Ipotizziamo di scegliere di utilizzare uno stop loss a 175 pips in caso di andamento in negativo della coppia EUR/USD. Questo significa che nel caso in cui la coppia dovesse scendere in negativo e farci perdere denaro, bisognerebbe uscire dal mercato al raggiungimento del valore di 1,3420. Allora, siete pronti ad aprire una posizione con un rischio di 175 pips e una ricompensa di 525 pips? Avreste un eccellente rapporto tra rischio e ricompensa, pari a 1:3, circa.

Ricordate, come abbiamo già detto, che la flessibilità è importante. Ecco perché bisognerebbe anche poter muovere lo stop loss e il take profit mano a mano che il trend si muove. In questo modo si può rimanere flessibili e ci si può muovere con il mercato, una cosa decisamente importante.

Cosa potrebbe accadere a questo punto sul mercato? La coppia EUR/USD inizia a perdere terreno. La regola classica della gestione del denaro nel Forex vorrebbe che si debba uscire dal mercato il prima possibile, al fine di limitare al massimo le perdite. Ora come ora, questa coppia di valute si trova in una brutta posizione. Cosa faremo?

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Come comportarsi con una posizione perdente

Una cosa che bisogna imparare per fare trading in maniera efficace è come portare una posizione in perdita in una in in profitto, il sogno di ogni trader. Se si applica una corretta gestione di denaro, questa situazione potrebbe non verificarsi. Ma supponiamo di aver fatto un errore di giudizio e tutto ad un tratto ci si trova in una posizione fuori controllo, che ha il potenziale di farci chiudere l’account.

Questa situazione può facilmente sorgere quando si utilizza una sosta mentale invece che un vero e proprio stop loss. Per questo motivo molti commercianti hanno perso. Invece di usare usare uno stop vero e proprio, hanno preferita usarne uno mentale, ovvero dirsi di uscire dalla posizione qualora il prezzo avesse raggiunto un certo valore. Ma i trader professionisti a volte fanno anche un’altra cosa. Invece di uscire dal mercato, preferiscono uscire lentamente dalla posizione, in che maniera?

Quando ci si trova in una posizione in perdita, ci sono tre opzioni a nostra disposizione. Una è quella di tagliare le perdite e di uscire immediatamente dalla posizione. La seconda è quella di provare ad attendere, con la speranza che il mercato possa invertirsi (cosa sconsigliata nella maggior parte delle volte). Entrambe queste opzioni portano ad una perdita che è più o meno grande. La terza opzione è quella di riuscire a cambiare la tua posizione, da una in perdita ad una in profitto. In questo e nei prossimi articoli andremo a discutere circa questa terza opzione.

La parte più importante di questa strategia di trading è la flessibilità. In realtà, qualunque strategia di trading si utilizzi, essa dovrebbe includere un certo elemento di flessibilità.

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Alta volatilità su Euro/Dollaro

Anche verso la fine dell’anno la volatilità non permette cali di attenzione sul Forex, sopratutto su Euro/Dollaro; l’andamento che negli ultimi giorni ha sviluppato sul grafico a 4 ore inversioni multiple continua a dare filo da torcere agli investitori dell’ultima ora che vogliono liquidare le posizioni prima del week-end di Capodanno per ricominciare nel 2012 da zero. Il grande ribasso messo a segno durante il 28 Dicembre ha spinto il cambio sotto a 1.30 toccando poi il giorno successivo un bottom prossimo a 1.2860. Da questo supporto il mercato è tornato in quota disegnando un secondo swing di supporto a 1.2915 per poi raggiungere in questo momento la media mobile a 100 periodi sul grafico orario. E proprio sul grafico orario andrà controllato il livello di short indicato che se superato farà proseguire il cambio al ribasso per almeno una settimana vista la debolezza generale del mercato.
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Alta volatilità su Euro/Dollaro, pubblicato su FareForex il 30/12/2011

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Prevedere il mercato con le onde di Elliott, parte 2

Abbiamo iniziato a parlare delle onde di Elliott e di come esse vengono formate. Dopo aver visto il movimento delle prime due onde che, in un movimento al rialzo, sono rispettivamente verso l’alto e verso il basso, la terza ondata coinvolge un movimento verso l’alto che eccede il prezzo raggiunto sull’onda 1. La quarta ondata coinvolge un’altra correzione verso il basso, che non va al di sotto dell’onda inferiore a 2, mentre la quinta onda indica il movimento dei prezzi al di sopra del livello dei prezzi dell’onda 3.

Prima della fase di completato di questo ciclo a 5 onde, potresti trovare che un’onda verso il basso (in un trend al rialzo) o verso l’alto (in un trend al ribasso) è particolarmente lunga e produrrà una correzione significativa che di solito cade al di sotto dei massimi che sono stati raggiunti nell’onda 1 e nell’onda 3. I commercianti tecnici utilizzano questo momento per guadagnare e per prevedere l’inizio di una nuova ondata.

Coloro che non amano le onde di Elliot dicono che non esiste un modo oggettivo per prevedere il mercato, così come non è possibile dire in maniera oggettiva quando un’onda comincia. Tuttavia, loro basano il loro scetticismo senza considerare che, ad esempio, un’onda verso l’alto può svilupparsi nel corso di una tendenza verso il basso e la cosa offre delle interessanti opportunità di profitto qualora il trader sia disposto ad andare temporaneamente contro il trend.

In conclusione possiamo dire che riuscire ad usare nella maniera giusta le onde di Elliot è una cosa che richiede tempo, dato che bisogna studiare e sviluppare i modelli storici sul grafico. Utilizzare però le onde per predire il movimento dei mercati non è una novità, tuttavia, e il loro utilizzo richiede una corretta conoscenza delle pressioni psicologiche dei livelli di supporto e di resistenza, oltre che dei livelli di Fibonacci e delle forze fondamentali sul mercato.

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