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L’istogramma del MACD, parte 2

Le divergenze tra il MACD e l’istogramma del MACD sono lo strumento principale utilizzato per anticipare un crossover. Una divergenza positiva dell’istogramma indica che il MACD si sta rafforzando e potrebbe essere sull’orlo di un incrocio rialzista con la media mobile. Una divergenza negativa dell’istogramma invece indica che il MACD si sta indebolendo e che si potrebbe avere un incrocio ribassista con la media mobile del MACD.

Il segnale principale generato dall’istogramma del MACD è una divergenza con il MACD, seguita da un crossover della linea zero. Si ha un segnale rialzista quando si ha forma una divergenza positiva e non vi è un crossover verso l’alto della linea dello zero, mentre si ha un segnale ribassista se vi è una divergenza negativa e non vi è un crossover verso il basso della linea dello zero.

Il valore reale dell’istogramma del MACD si “sporca” quando lo scarto tra le due linee si sta allargando o si sta restringendo. Quando l’istogramma è al di sopra della linea dello zero ma inizia a cadere, il trend rialzista si sta indebolendo. Al contrario, quando l’istogramma è al di sotto della linea dello zero e inizia a salire, la tendenza al ribasso sta perdendo slancio. Questi movimenti particolari sono ottimi indicatori per aprire delle posizioni nel mercato delle valute.

Bisognerebbe inoltre usare un approccio a due livelli, al fine di evitare di fare delle operazioni contro il trend principale. Il valore dell’istogramma settimanale del MACD può essere utilizzato per generare dei segnali a lungo termine e solo quando i segnali a breve termine concordano con quelli a lungo termine, è possibile aprire delle posizioni.

Utilizzato in questo modo di fare trading, possiamo vedere che i segnali settimanali diventano dei filtri di tendenza per i segnali giornalieri. Questo impedisce di utilizzare dei segnali, nel nostro trading quotidiano, che vadano contro la tendenza generale.

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Investire in titoli di Stato tedeschi

Negli ultimi tempi di maggiore instabilità dei mercati finanziari, investire in titoli di Stato tedeschi è diventata una strada preferenziale per molti risparmiatori che desiderino poter mettere al [...]


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Gli indicatori giusti per fare scalping

Lo scalping è uno stile di trading che consente di aprire e chiudere delle posizioni in maniera molto rapida, riducendo l’esposizione al mercato e prendendo dei profitti piccoli. Lo scalping può essere molto redditizio se si reagisce rapidamente e si dispone di indicatori commerciali solidi per generare dei segnali. Anche se lo scalping è generalmente più rischioso del day-trading o dello swing trading, con gli strumenti giusti è possibile generare dei buoni segnali, redditizi nel lungo termine.

Tra i migliori indicatori che si possono usare per fare scalping vediamo il Parabolic SAR. Questo indicatore genera dei segnali di acquisto e di vendita su ogni coppia di valuta e può essere utilizzato per generare dei segnali di scalping molto potenti.

La cosa fondamentale è quella di confermare i segnali del Parabolic SAR con dei livelli di supporto e di resistenza, in modo da aprire delle posizioni long quando si ha che il prezzo è su un livello di supporto, mentre bisogna andare short quando il prezzo tocca un livello di resistenza. Questo rende i segnali molto più accurati e migliori.

Un altro indicatore scalping molto potente è l’oscillatore stocastico. Esso può essere una preziosa aggiunta all’arsenale di scalping di un trader. Come al solito bisogna confermare i segnali dell’oscillatore stocastico con i livelli di supporto e di resistenza, per assicurarsi che il prezzo abbia una ragione forte per invertirsi. Nello scalping è importante confermare sempre la posizione con almeno 2 indicatori, dato che il prezzo è molto instabile e si muove in maniera veloce.

È inoltre possibile utilizzare l’indicatore MACD per valutare l’andamento generale del mercato, oltre che per cercare delle conferme delle posizioni che si vogliono aprire. Praticamente, bisogna andare long solo quando il MACD è incrocia verso l’alto, mentre bisogna andare short solo quando il MACD incrocia verso il basso.

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Investire in titoli di Stato 2012

Chi ha investito nei titoli di Stato italiani alla fine del 2011, può ora vantare dei ritorni dei propri impieghi davvero straordinari. Eppure, l’operazione di investimento nei titoli [...]


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Come la politica monetaria impatta l’economia, i tassi di cambio

Vediamo altri effetti che la politica monetaria portata avanti dalle banche centrali ha sul mercato, oltre quelli visti nello scorso articolo. La politica monetaria può avere un impatto diretto sulla politica aziendale, perché le aziende possono prendere in prestito del denaro per migliorare la loro redditività del capitale. Di conseguenza, dei tassi di interesse più bassi facilitano la possibilità di richiedere prestiti, che possono essere rimborsati in maniera più agevole.

Una politica monetaria espansiva influenza i tassi di cambio perché i depositi denominati nella valuta domestica diventano meno attraenti rispetto ai depositi denominati in valuta estera, quando i tassi di interesse vengono tagliati. Di conseguenza, il valore dei depositi denominati in valuta nazionale scende rispetto a quelli in valuta estera. Questo deprezzamento rende i beni domestici più convenientei rispetto alle merci importate, causando un incremento della domanda di beni nazionali.

Le fluttuazioni dei tassi di cambio possono influenzare la domanda aggregata, cosa che andrà ad interessare i bilanci delle banche e delle imprese. Una riduzione dei tassi di interesse comporta un deprezzamento della moneta nazionale e alza il debito delle banche nazionali e delle società che hanno dei beni in valuta estera.

Gli impulsi di politica monetaria vengono trasmessi anche attraverso il prezzo dei beni, come le azioni e gli immobili. Le fluttuazioni del magazzino o dei mercati immobiliari sono influenzati dagli impulsi e dalle decisioni della politica monetaria e hanno importanti effetti sull’economia globale. Gli effetti di tassi di interesse è quello di rendere meno attraenti le obbligazioni e si traducono in una maggiore domanda di scorte, ovvero di prezzi delle azioni. Al contrario, se i tassi di interesse si riducono, allora c’è una convenienza maggiore nel finanziare l’edilizia abitativa, portando i prezzi degli immobilial rialzo. Si tratta di una funzione fondamentale svolta dalla politica economica, in grado di dare nuovo impulso ad una economia in crisi.

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Avvio raccolta BTP Italia positivo

La tranquillità di Piazza Affari costringe a catalogare questo Lunedì di borsa come giorno di transizione per la Borsa; le tensioni su Premafin sono solo uno dei motivi [...]


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Come la politica monetaria impatta l’economia

Cosa è il meccanismo di trasmissione della politica monetaria? La politica monetaria ha un forte impatto sulle condizioni di finanziamento nel settore economico, non solo in termini di costi, ma anche di disponibilità del credito e di disponibilità delle banche ad assumere dei rischi specifici, oltre ad influenzare le aspettative sull’attività economica e sull’inflazione. La politica monetaria può infatti influire sui prezzi dei beni, sui prezzi delle attività, sui tassi di cambio, sui consumi e sugli investimenti.

I tagli dei tassi di interesse, ad esempio, abbassano il costo del denaro, che si traduce in maggiori investimento e in un maggiore acquisto di beni di consumo durevoli. L’aspettativa che l’attività economica si rafforzerà può richiedere alle banche di alleggerire la politica dei prestiti, ovvero dare dei prestiti a dei tassi più convenienti, che a sua volta permette alle aziende e alle famiglie di aumentare la spesa. Tutto questo porta la spesa dei consumatori ad un livello più alto e rende i progetti di investimento delle aziende più attraenti.

I tassi di interesse più bassi tendono inoltre a causare il deprezzamento delle valute. La domanda di beni domestici aumenta se i beni importati diventano più costosi. Tutti questi fattori aumentano la produzione e l’occupazione, nonché la spesa per gli investimenti e quella dei consumatori.

Il processo attraverso il quale l’impatto della politica monetaria avviene riguarda in generale il livello dei prezzi, in particolare per quanto riguarda il meccanismo di trasmissione della politica monetaria.

Ogni impulso della politica monetaria, ad esempio una variazione del tasso di interesse dalla banca centrale, il cambiamento della base monetaria derivante da variazioni del tasso di riserva obbligatoria, ha un impatto ritardato sull’economia. Inoltre, non è chiaro esattamente come gli impulsi di politica monetaria vengono trasmessi al livello dei prezzi o come le variabili reali si sviluppano nel breve e medio termine.

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Previsioni Euro/Dollaro Marzo 2012

Settimana particolare su Euro/Dollaro; la situazione attuale dell’Eurozona costringe a navigare a vista sul Forex ed in particolare proprio sul cross principale del mercato dei cambi. Dal top [...]


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Inflazione Italia febbraio 2012

Secondo quanto dichiarato dall’Istat, il tasso d’inflazione annuo a febbraio sarebbe cresciuto con una lieve ma pur significativa accelerazione, passando dai 3,2 punti percentuali di gennaio su base [...]


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Orari del Forex, quando le borse sono aperte

Per poter operare nel breve termine, ovvero aprendo a chiudendo posizioni in maniera veloce, i trader Forex devono prima decidere in quale momento della giornata e in quale mercato Forex intendono entrare.

Ecco l’orario di apertura dei mercati valutari, secondo l’orario italiano:

  • New York, aperto dalle 14 alle 23
  • Tokyo, aperto dalle 1 di notte alle 10
  • Sydney, aperto dalle 23 alle 8
  • Londra, aperto dalle 9 alle 18

Ci sono inoltre degli orari in cui si può fare Forex e si sovrappongono due sessioni di mercato, secondo gli orari che abbiamo visto sopra. Bisogna anche sapere che al momento è la borsa di Londra che contribuisce con la maggior quota di transazioni commerciali in valuta, per oltre il 32% dei traffici totali.

New York mantiene invece il secondo posto. La Federal Reserve Bank di New York effettua delle attività legate alle valute per conto della Federal Reserve e del Tesoro degli Stati Uniti. In tale veste, la Federal Reserve Bank di New York controlla e analizza gli andamenti dei mercati finanziari globali, gestisce le riserve in valuta estera degli Stati Uniti e, di volta in volta, interviene nel mercato dei cambi. Inoltre, esegue anche delle operazioni in valuta estera per conto della clientela.

La borsa di Tokyo si trova al terzo posto di questa classifica. La sessione asiatica è una delle prime con cui si può iniziare a fare forex nel breve periodo. La sessione Tokyo è indicata anche come “la sessione asiatica”, in quanto Tokyo è la capitale finanziaria dell’Asia. Il Giappone è il terzo più grande centro commerciale al mondo per il forex. Lo yen è la terza valuta più scambiata al mondo, con il 16,50% di tutte le transazioni forex. Quasi il 21% di tutte le transazioni forex si svolgono durante la sessione asiatica.

Gli altri posti in questa classifica sono occupati dalla borsa di Zurigo, da quella di Francoforte, dalla borsa di Honk Kong, a seguire infine le borse di Parigi e quella di Sydney.

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Si alla seconda tranche di aiuti alla Grecia

Arriva il “si” definitivo e quindi il via libera per il secondo scaglione di aiuti per la Grecia da 130 miliardi di euro. Dopo il consenso degli investitori privati sullo swap dei titoli che ha di fatto salvato lo stato dal default incontrollato, è arrivato il momento di attuare le riforme, come ricorda Junker rivolgendosi direttamente ad Atene:

Rispetti l’impegno a fare le riforme

A spingere la decisione di oggi è stato sicuramente l’intervento di ieri di Fitch; l’agenzia di rating ha promosso la Grecia da “restricted default” a “B-” con outlook stabile. Questo vuol dire che oltre ad aver scalato un gradino nei voti, la situazione è considerata stabile e questo fa’ sicuramente una buon base per ripartire.

Gli aiuti da 130 miliardi arrivano nel momento giusto, cioè quando il pericolo maggiore è stato archiviato e si può cominciare a parlare di ripresa economica. Continua Junker:
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Si alla seconda tranche di aiuti alla Grecia, pubblicato su FareForex il 14/03/2012

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Le coppie di valute, una introduzione del Forex, parte 2

Abbiamo parlato nello scorso articolo delle coppie di valute, andando ad analizzare nel dettaglio come si creano le combinazioni di coppie di valute che troviamo nel nostro trading.

In una coppia, la valuta più forte viene mostrata tradizionalmente nella parte di sinistra. Per esempio, quando si vede la coppia di valute, EUR / USD, si sa che l’euro è più forte del dollaro statunitense. Questa valuta è nota anche come valuta di base. L’acquisto e la vendita vengono fatte sempre sulla valuta di base. Quindi, se si vendono 1.000 euro, si farà un acquisto dello stesso importo in dollari americani. Questo è il motivo per cui si chiama coppie.

La moneta di destra, invece, si chiama valuta counter, o valuta secondaria. Il valore di questa valuta al momento di acquistare o di vendere la valuta di base determina l’utile o la perdita che si ha sulla posizione aperta.

La lettura di questo dato non trasmette però la velocità con cui il trend si sta muovendo. Sappiamo che il forex è aperto ed operando 24 ore al giorno, tutti i giorni dell’anno. Il mercato può variare di minuto in minuto per molte delle coppie di valute. Ci sono ovviamente delle coppie che forniscono meno rischi e delle coppie che invece danno un rischio estremamente elevato.

Come possiamo vedere, quello che abbiamo visto nello scorso e in questo articoo è una generica discussione sulle valute, comunque fondamentale per sapere di che cosa si occupa il forex. Per operare al meglio c’è bisogno anche di conoscere strategie e metodi di trading.

Quando si è alla ricerca di metodi ottimali per fare trading, la cosa migliore da fare è quella di compiere delle ricerche per assicurarsi che siano degli strumenti che si possono usare per il proprio livello di trading, ad esempio indicatori o altre tecniche operative.

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Euro/Dollaro negativo, attenzione su Wall Street

Il cambio Euro/Dollaro continua a muoversi in maniera “disordinata” rispetto all’andamento dei mercati azionari ed ancora nelle sale trading si aspettano segnali più chiari. La discesa di Venerdì scorso anche se ha spaventato sul subito ha semplicemente rimangiato l’inspiegabile rialzo avuto il giorno prima che aveva portato il cross al test di 1.3273, resistenza di medio periodo da controllare in close daily. La discesa successiva con la perdita di 1.3192 ha disegnato sul grafico un ridimensionamento tale per cui i pattern sul grafico daily decadono e restano valide solo le considerazioni di lungo periodo, rimescolando le carte per le sorti nel breve.
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Euro/Dollaro negativo, attenzione su Wall Street, pubblicato su FareForex il 12/03/2012

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Le coppie di valute, una introduzione del Forex

Quando si decide di prendere parte al mercato valutario, noto anche come Forex, si vuole iniziare a fare trading sulle valute e a guadagnare dai movimenti di prezzo delle stesse. Ci sono molte cose da considerare quando si vuole iniziare a fare trading nel mercato dei cambi. C’è bisogno di imparare la terminologia, le strategie, i metodi e le tecniche per poter fare trading, in maniera da poter fare delle posizioni di successo. Questo è uno dei più grandi mercati del mondo e la valuta viene scambiata sette giorni su sette, su una base di 24 ore.

I trader Forex possono praticamente cercare di prevedere in che maniera i tassi di cambio si muoveranno.Sembra una cosa facile, ma i tassi di cambio delle valute dei singoli paesi sono interessati da più variabili. Mentre tutti speculano sulle oscillazioni del mercato valutario, nessuno può sapere con certezza quando il mercato sta per salire o invece quando sta per scendere.

Ci sono molti fattori che influenzano i tassi di cambio per le valute dei diversi paesi. Tra questi, possiamo vedere le guerre, i cambiamenti nell’economia di un paese, l’elezione di un presidente e tanto altro. Qualsiasi cosa che possa influenzare la vita delle persone che vivono in un dato paese, è in grado anche di influire sul valore della moneta di quel paese.

Predire le fluttuazioni dei tassi e decidere quali investimenti in coppie di valute si tradurranno in maggiori guadagni, è l’obiettivo principale degli operatori di trading. Le coppie di valute sono chiamate in questa maniera perché una valuta viene scambiata nei confronti della valuta di un altro paese. Le principali coppie di valute che sono scambiate coinvolgono per la maggior parte il dollaro USA. Ad esempio, le coppie più attive includono le varie combinazioni di JPY, GBP e EUR, oltre ad AUD  e NZD.

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Triplo massimo su Euro/Dollaro

Con la fobia per la Grecia ed il rischio di recessione per l’intera Unione Europea è sfuggito il quadro di lungo periodo dell’Euro/Dollaro, che invece sarebbe da prendere in considerazione per valutare attentamente la situazione. Dal top assoluto sopra a 1.60 del 2008 il cambio ha iniziato una fase di compressione/discesa che potrebbe trovare la fine tra pochi mesi con l’avvio di una nuova fase direzionale di lungo periodo.

Il concetto è semplice; a 1.60 Euro/Dollaro era sicuramente oltre il reale cambio ammissibile tra le due valute ma durante il ridimensionamento (che è arrivato a sfiorare 1.25) si è messa in discussione la posizione degli USA nel mondo proprio rispetto all’Eurozona, che al tempo non dava segni di cedimento.
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Triplo massimo su Euro/Dollaro, pubblicato su FareForex il 10/03/2012

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Too Big to Fail, cosa significa?

Lo slogan “too big to fail” è usato per descrivere quelle istituzioni finanziarie ritenute così importanti per la salute economica che non possono essere lasciate fallire nel caso in cui dovessero creare dei problemi finanziari. Quando tali entità sembrano essere in difficoltà, l’aiuto pubblico gli darà la mano giusta per poter correggere il loro problema. La politica economica dell’evitare il fallimento delle imprese più grandi è diventata un argomento chiave di molte discussioni e dibattiti durante la crisi finanziaria di fine 2008, quando sono stati realizzati dei salvataggi governativi di grandi aziende e di grandi industrie, nel tentativo di stabilizzare l’economia.

Ci sono diversi argomenti che stanno dietro l’idea di un business troppo grande per fallire. Il primo è che alcune aziende sono così grandi e costituiscono una parte così significativa di un settore economico, che il loro fallimento potrebbe causare il crash del settore, danneggiando l’economia. Inoltre, il fallimento di imprese grandi e piccole ha il potenziale per creare problemi ad altre imprese che fanno affari con loro. Quando una grande impresa scompare, anche una società più piccola può chiudere, il che inizia a scatenare un effetto a catena.

Inoltre, il fallimento di grandi aziende è visto come un colpo alla fiducia dei consumatori. Quando una società è troppo grande per fallire, significa che svolge un ruolo di primo piano e che gli investitori possono contare su di essa, anche per investire denaro.

I critici del concetto di essere “troppo grandi per fallire” sostengono che nessun business dovrebbe essere così grande da poter causare danni economici se dovesse fallire. Gli stessi critici dicono che il modo migliore per gestire gli errori di una grande azienda è quello di limitarla, impedendogli di ottenere troppo grande, consentendole di fallire se dovesse trovarsi in difficoltà economica. La situazione è ancora molto variopinta in questo argomento.

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