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Archive | Investire Soldi

I BOT annuali registrano un nuovo massimo dal 2009 ad oggi

{lang: ‘it’}I BOT annuali hanno raggiunto nell’asta del 10 giugno il rendimento di 2,147%, il più elevato dal 2009 ad oggi, come si nota in modo molto chiaro dal grafico. Non è però un rendimento record in assoluto, come diventa evidente se ampliamo il periodo di osservazione. L’aumento del rendimento in questo caso è facilmente [...]


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Bancoposta: zero interessi sul conto corrente

La nuova proposta di Poste Italiane, contenuta nelle oltre cinque milioni e mezzo di lettere inviate a tutti i correntisti di Bancoposta, è quella di azzerare gli interessi ai propri correntisti: “Si informa – si legge nella lettera – che il tasso di credito, a partire dal primo settembre, passerà dallo 0,15% allo 0,00 per [...]
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Il conto corrente WebSella offre il 3,30% per 12 mesi

E’ di tutto rispetto l’offerta attualmente in corso per tutti i nuovi sottoscrittori di WebSella, la proposta di conto corrente online di Banca Sella, il noto istituto di credito con sede a Biella.

Il prodotto è estremamente conveniente, in quanto si tratta di un conto corrente online a zero canone mensile. Sono gratis anche i bonifici effettuati online, la carta di credito, il bancomat e i prelievi di denaro non solo presso gli sportelli delle banche Sella, ma in qualunque banca italiana.

Ma soprattutto, si tratta di un buon investimento per i propri risparmi. Infatti, grazie alla clausola Deposito Vincolato, WebSella offre sulle somme vincolate a 12 mesi un tasso promozionale del 3,30% lordo. Una percentuale davvero notevole, visti i tempi che corrono, soprattutto perché non si tratta di un conto di deposito, bensì di un conto corrente. Lo stesso tasso scende al 2% per le somme vincolate a 6 mesi e all’1,50% sui 3 mesi.

WebSella è anche un conto più facile da gestire rispetto a prodotti analoghi perché la banca mette costantemente a disposizione un consulente personale per risolvere ogni dubbio che possa eventualmente sorgere. In alternativa, il servizio clienti è accessibile mediante vari canali: Contact center, smartphone, Skype, chat, assistente virtuale e video-comunicazioni.



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I pagamenti elettronici permetterebbero di aumentare del 3% il PIL. Facendo emergere il sommerso.

{lang: ‘it’}Una ricerca di ABI (realizzata all’interno di “Temi di Economia e Finanza”) propone una soluzione molto interessante per favorire l’emersione del sommerso, e cioè un maggiore uso dei pagamenti elettronici. Non è di per sé una novità, né particolarmente stupefacente (è facilmente comprensibile il fatto che uno strumento di pagamento tracciabile scoraggi il “nero”), [...]


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Nuovo redditometro: l’Agenzia delle Entrate invia una lettera ai contribuenti

Siamo al primo passo del nuovo redditometro o spesometro che dir si voglia: la responsabilizzare i contribuenti. L’Agenzia delle Entrate avverte con una missiva che ci sono delle incongruenze tra le spese effettuate e la dichiarazione dei redditi e il cittadino deve rispondere con un adeguamento immediato.

Gentile contribuente, ci risulta che Lei ha speso troppo rispetto al reddito dichiarato. Come ha fatto? Suona più o meno così la lettera che l’Agenzia delle Entrate ha iniziato a spedire a chi ha sostenuto spese troppo elevate rispetto ai redditi denunciati nel 2009. Fabbricati, terreni, colf, auto, barche, frequenza di centri benessere, acquisti di opere d’arte sono nella lista dei controlli. La lettera dovrebbe arrivare quando le spese superano le entrate del 20%.

Il richiamo non è da sottovalutare perché, come si legge nella missiva, il Fisco procederà ai necessari accertamenti. Sarà dunque inviato a centinaia di migliaia di contribuenti l’invito ad adeguarsi con una dichiarazione integrativa idonea alle spese effettuate. Le date per il ravvedimento sono il 6 luglio e il 30 settembre.



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Il peso delle città italiane in Borsa

La Consob da Roma a Milano; è questo il nuovo diktat della Lega Nord che torna alla carica con questa proposta. A supporto dei contrari allo spostamento dell’authority arriva una ricerca condotta dallo studio di Simon-Kucher & Partners da cui emerge come la capitalizzazione delle società che hanno sede a Roma è di gran lunga [...]
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Quali sono i rischi degli ETC?

Tempo fa parlavamo del rischio insito negli ETF sintetici che, rispetto ai normali ETF fisici, investono in derivati.

Strettamente collegati a questi strumenti sono gli ETC (Exchange Traded Commodities), strumenti finanziari che investono in materie prime ma non sotto forma di fondi comuni, bensì come titoli indicizzati emessi direttamente dalle banche d’affari. Anche gli ETC investono soltanto in derivati, perciò il loro valore è collegato alle vicende della banca che li ha emessi. Se questa per qualsiasi motivo è insolvente o non riesce a onorare il contratto, il valore degli ETC diventa nullo, poiché non è legato a un sottostante vendibile. Si parla di “rischio di controparte”, ma pochi risparmiatori ne sono consci.

Ce lo spiega bene Armando Carcaterra di Anima SGR in questo breve video:

 

 



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La metà degli italiani non sa quanto paga il conto corrente

Dalle ricerca di ING Direct sulle abitudini finanziarie dei consumatori italiani, di cui abbiamo già parlato qualche giorno fa, emerge un dato preoccupante: ben il 46% degli italiani non sa indicare quel sia il costo annuo del proprio conto corrente. Un dato decisamente preoccupante. Solo il 54% degli italiani dichiara di conoscere il costo annuo [...]


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Un libro per conoscere meglio i BRIC

Forse non tutti sanno che la sigla BRIC (che raccoglie le lettere iniziali di Brasile, Russia, India e Cina) è stata coniata per comodità dalla banca d’affari Goldman Sachs in un rapporto del 2001 ed è poi stata adottata universalmente per indicare questi quattro paesi emergenti. I quali hanno in comune molti elementi: vastissima popolazione, immensa estensione geografica, grande quantità di importanti risorse naturali e forte crescita del Prodotto Interno Lordo e del rispettivo peso nel commercio mondiale negli ultimi decenni.

Sono quattro paesi in cui vivono ancora milioni di poveri ma anche tanti – e sempre più numerosi – milionari. Si pensi che, se nel 2000 i quattro paesi rappresentavano meno di un sesto del PIL mondiale, a distanza di un decennio ne rappresentano già un quarto. I BRIC possiedono poi il 41% delle riserve internazionali di valuta. Non stupisce quindi che vogliano far sentire la loro voce nelle decisioni di politica economica e finanziaria internazionale, come ad esempio la prossima elezione del direttore del Fondo Monetario Internazionale.

Per capire meglio la loro crescente importanza nel panorama politico-economico, può essere interessante leggere il volumetto di Andrea Goldstein BRIC. Brasile, Russia, India, Cina alla guida dell’economia globale recentemente pubblicato da Il Mulino.

La lettura del libro consente di comprendere meglio come si sono intrecciate storia, politica, globalizzazione del commercio e degli investimenti nella trasformazione dell’economia di questi paesi. Una storia fatta di luci e ombre, ma le cui dinamiche devono essere capite correttamente se si vuole evitare di diventare facile preda del protezionismo e della xenofobia. Una corretta comprensione del fenomeno BRIC può aiutare a sviluppare nuove strategie per investire nelle Borse dei paesi emergenti ed essere più presenti come venditori su questi nuovi enormi mercati. Si pensi che nel 2010 l’Italia ha esportato solo 25 miliardi di beni verso i BRIC, mentre il solo Land tedesco del Baden-Württemberg ha venduto merci per ben 100 miliardi.



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Forme di investimento sicure (parte 3 di 3)

Investimenti a lungo termine sicuri e con pochissimi rischi I Titoli di Stato sono simili alle Obbligazioni con la differenza che anziché essere emessi da società private, vengono emessi dallo Stato che li vende ai risparmiatori per finanziare il proprio debito pubblico. Sono senza dubbio la forma di investimento più sicura per il risparmiatore in quanto c’è sempre lo Stato alle spalle che garantisce sulla buona riuscita dell’investimento e sulla più che certa restituzione del capitale investito.

I Titoli di Stato più importanti e comuni sono: i Bot, i Btp e i Cct.

I Bot (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli a zero coupon e possono avere scadenze variabili dai 3 ai 12 mesi. Sono i titoli più sicuri per l’investitore che, alla scadenza del contratto, si vedrà restituito il proprio capitale accresciuto di una quota di interessi.
I Btp (Buoni del Tesoro Poliennali) sono Obbligazioni di Stato a medio e lungo termine con scadenze che vanno da un minimo di 3 ad un massimo di 30 anni. Il tasso di interesse che viene corrisposto per questi titoli è sempre fisso e viene stabilito anticipatamente, cioè nel momento in cui vengono messi sul mercato. Data la lunga durata di questo tipo di contratti, gli interessi vengono corrisposti all’investitore tramite cedole semestrali. Alla scadenza del contratto l’investitore si vedrà restituita la somma corrispondente al valore nominale del titolo stesso. Il rischio per l’investitore, anche in questo caso, è praticamente inesistente.
Anche i Cct (Certificati di Credito del Tesoro) sono Obbligazioni di Stato a medio e lungo termine (5, 6, 7 o 10 anni). Questi titoli garantiscono al risparmiatore una cedola semestrale il cui importo però è variabile e indicizzato rispetto all’andamento sul mercato dei Bot. Il rischio comportato da questi titoli per l’investitore è basso e legato solo all’eventuale andamento negativo dei Bot sul mercato, eventualità nella quale l’investitore riceverebbe interessi più bassi al momento della riscossione della cedola semestrale. Tutti i titoli di stato hanno il vantaggio di poter essere negoziati sul mercato prima della loro scadenza.

Altra forma di investimento piuttosto sicura per il risparmiatore è rappresentata dalla Previdenza Integrativa. Questa forma di investimento si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni e consiste in strumenti di investimento gestiti dagli enti previdenziali. La loro finalità è quella di integrare con somme aggiuntive le prestazioni pensionistiche obbligatorie. Questi strumenti possono essere i Fondi Pensione o i Pip (Piani Individuali Pensionistici). I fondi pensione a loro volta si dividono in Fondi Negoziali e Fondi Aperti.
I Fondi Negoziali scaturiscono da accordi tra enti previdenziali e associazioni sindacali di determinate categorie di lavoratori e vengono gestiti da banche o assicurazioni.
I Fondi Aperti invece vengono emessi direttamente dalle banche, dalle assicurazioni o dalle società di intermediazione e quindi non sono ad esclusivo uso di determinate categorie di lavoratori ma possono essere usati anche da lavoratori autonomi.
Quello che questi fondi fanno concretamente è raccogliere i contributi dei lavoratori e investirli in modo da renderli più remunerativi. Gli investimenti di questi contributi possono essere diretti all’acquisto di azioni (e questo è il caso che comporta una più alta rimuneratività ma anche un più alto rischio), all’acquisto di azioni e obbligazioni (con rischio più basso) oppure all’acquisto di sole obbligazioni (caso meno rischioso ma anche meno remunerativo).
La scelta del comparto di investimento al quale destinare i propri soldi non è obbligatoriamente fisso nel tempo ma, in qualsiasi momento l’investitore può decidere di cambiarlo. Quando il lavoratore finisce il proprio periodo di contribuzione perché ha raggiunto l’età pensionabile, riceverà dall’ente previdenziale la rendita che i propri contributi hanno accumulato nel corso del tempo in cui i suoi contributi sono stati investiti nei fondi pensione. La legge stabilisce che almeno il 50% dell’ammontare dei guadagni deve essere corrisposto sotto forma di rendita periodica mentre la restante parte può essere versata in un’unica soluzione.
I Pip, infine, rappresentano una vera e propria polizza assicurativa sulla vita.



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Compagnie aeree: bilanci in attivo e profitti in calo

I profitti scendono, tuttavia il bilancio delle compagnie aeree mondiali nel 2011 resta in attivo; è questa la previsione della Iata, l’associazione mondiale del trasporto aereo guidata da Giovanni Bisignani; assieme ai paesi del Golfo, è Singapore l’area di maggiore crescita del traffico aereo. Nel 2010 venne fatto registrare il record di profitti per le [...]
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Perché l’acqua non è un bene pubblico (ma non per questo deve essere gestito dai privati)

Tocchiamo un tema di attualità — quello dell’acqua pubblica — dato che oltre all’interesse intrinseco offre anche molti spunti applicabili al mondo delle privatizzazioni in generale. Prima serve fare una doverosa premessa: in senso economico l’acqua non è un bene pubblico, come alcuni hanno sostenuto. Un bene pubblico, in senso economico, ha due caratteristiche: Assenza [...]


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Il dubbio dopo la quotazione di Linkedin: c’è una nuova bolla internet alle porte?

La quotazione in borsa di LinkedIn, il portale “social” professionale, ha avuto un successo enorme, tanto che fatto venire a molti il dubbio che si stia creando una nuova bolla speculativa legata ai titoli del mondo Internet. La società è arrivata sul mercato azionario mercoledì 18 maggio al prezzo di 45 dollari e già il [...]


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Quella di LinkedIn rischia di essere una nuova bolla speculativa?

Il collocamento delle azioni di LinkedIn in Borsa è stato accolto con grande ebbrezza. Alla fine del primo giorno di collocamento il guadagno del titolo superava il 100%. Il grande exploit dei titoli del comparto Web 2.0 fa pensare bene per il futuro di società dello stesso tipo, come Facebook a Twitter. Ma in coloro che hanno buona memoria, questo apparente successo fa tornare in mente la bolla speculativa riguardante i titoli Web 1.0 che negli anni ’90 ha mietuto moltissime vittime. Perché esiste questo pericolo concreto? Ce lo spiega con molta chiarezza Armando Carcaterra di Anima SGR:



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L’andamento del mercato immobiliare: i dati del sondaggio congiunturale della Banca d’Italia

La Banca d’Italia ha pubblicato i dati dell’ultimo sondaggio congiunturale sul settore immobiliare. Il quadro che emerge è quello di un mercato in cui rimane elevata l’incertezza, in cui se volete è diminuito il pessimismo, ma non è stato sostituito da ottimismo. Ad evidenziare le difficoltà del mercato i tempi medi di vendita, che si [...]


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Con la piattaforma youtradeFX il trading online diventa facile

Quando escono delle novità nel mondo del trading online, siamo sempre pronti a segnalarvele, lasciando a voi la scelta finale per quanto concerne il trading online. Lo facciamo anche nel caso di youtradeFX, una nuova piattaforma definita come “easy trade” nel payoff del sito.

Ecco, in sintesi, che cosa offre youtradeFX:
* fino a 2500 dollari US di bonus per il primo deposito
* addestramento personalizzato sulle esigenze del cliente e con un esperto
* videotutorial di semplice comprensione anche per i meno esperti
* assistenza online in qualunque momento della giornata (o della notte!)
* spread contenuti e fissi e stop-loss garantiti al punto
* analisi economiche e segnali di tracking

Sono delle buone condizioni per chi vuole iniziare a fare trading. Particolarmente stuzzicante il bonus iniziale!

Per avere altre informazioni, dovete solo fornire nome, cognome, un indirizzo e-mail e un numero di telefono. Prima di iniziare a operare, assicuratevi di aver letto il disclaimer del sito: Il Forex è un prodotto finanziario sottoposto a leva finanziaria che porta un alto grado di rischio al capitale del trader. Questi prodotti possono non essere adatti a tutti gli investitori, quindi è assolutamente necessario comprendere pienamente i rischi connessi ad essi e chiedere una consulenza indipendente, se necessario.



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