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Semplificazioni: acconto Imu 2012 come da decreto

dreamstimefree_1999581.jpgL’introduzione della nuova imposta sugli immobili e la sua definizione, in termini di aliquote applicabili e ammontare delle detrazioni, lasciata ai singoli Comuni ha fatto sì che il Governo stia prendendo in considerazione la possibilità di calcolare e versare il primo acconto applicando i termini definiti dal decreto.
E’ infatti prevista questa possibilità all’interno del pacchetto di misure di prossima emanazione da parte del cdm.

 

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In sostanza, quindi, le aliquote da applicare per il versamento dell’acconto Imu il prossimo giungo potranno essere dello 0,4% per l’abitazione principale e lo 0,76% per la seconda casa. Lo stesso discorso vale per le detrazioni base (200 euro per l’abitazione principale) e le relative maggiorazioni per i figli under 26 che risiedono stabilmente con i genitori (50 euro per ogni figlio, per un massimo di 400 euro di maggior datrazione).

 

L’eventuale differenza tra i questi valori e quelli definiti poi dai Comuni avranno effetto (e saranno quindi conguagliati) con il saldo di fine anno.

Per l’anno successivo, invece, il calcolo dell’acconto sarà effettuato tenendo in considerazione le aliquote stabilite dai Comuni per l’anno precedente.

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Mutuo casa a tasso fisso da Credem

Il mutuo casa a tasso fisso di Credem è un finanziamento immobiliare con garanzia ipotecaria di primo grado in favore dell’istituto di credito erogante, che la banca offre alla clientela che abbia la necessità di acquistare o costruire la prima o la seconda casa di proprietà, o ancora dar seguito a transazioni di surroga attiva di una linea di credito immobiliare attualmente in corso di ammortamento presso altro istituto di credito.

Come intuibile dalle caratteristiche principali di questo prodotto (esplicitate fin dalla sua denominazione), il finanziamento a tasso fisso di Credem permetterà alla clientela della banca di poter restituire il capitale ottenuto in prestito mediante pagamento di rate di importo certo e costante fino alla naturale o anticipata estinzione del debito, permettendo al mutuatario di “dimenticarsi” di monitorare l’evoluzione dei tassi di mercato.
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Mutuo casa a tasso fisso da Credem, pubblicato su MutuOk il 29/01/2012

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Mutuo a tasso e rate variabili da Banca Carime

Il mutuo a tasso di interesse variabile di Banca Carime è un finanziamento immobiliare con garanzia ipotecaria che la clientela dell’istituto di credito potrà utilizzare per acquistare, costruire o ristrutturare una proprietà immobiliare ad uso abitativo (sia essa una prima o una seconda casa), con restituzione del montante (cioè del capitale maggiorato degli interessi), all’interno di un arco temporale davvero ampio e personalizzabile.

La caratteristica economica fondamentale del mutuo a tasso di interesse variabile di Banca Carime è rappresentata dalla possibilità di poter sfruttare i benefici derivanti dall’applicazione di un tasso di interesse variabile calcolato sulla base dell’Euribor a tre mesi, a sua volta maggiorato di uno spread concordato trale parti, con principale riferimento all’estensione complessiva della transazione di natura creditizia.

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Mutuo a tasso e rate variabili da Banca Carime, pubblicato su MutuOk il 27/01/2012

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Imposta sugli immobili all’estero (Ivie): non solo roba da ricchi

dreamstimefree_9391430.jpgLa conversione in Legge del decreto Monti, ha istituito nel nostro Paese l’Ivie, l’imposta sul valore degli immobili all’estero.

Detto così sembrerebbe un’imposta – a prescindere dalle difficoltà di riscossione che vedremo più sotto – dedicata a soggetti benestanti che abbiano, all’interno del loro patrimonio, beni immobili in località turistiche.

Ebbene, niente di più sbagliato. O meglio, forse l’intenzione era questa, ma la norma, così come approvata, colpisce anche chi abbiente proprio non è, e chi un immobile ce l’ha in Paesi che hanno tutt’altra caratteristiche rispetto alle grandi località turistiche.

La nuova imposta colpisce le persone fisiche “residenti sul territorio nazionale” che detengano la proprietà, oppure la titolarità di altro diritto reale su un immobile destinato a qualsiasi uso.
Non è chiaro come sarà fattivamente possibile applicare una norma basata su concetti quali “diritto reale”, “proprietà”, “destinazione d’uso”, ma riferiti a Stati esteri.
Questi concetti, infatti, spesso non trovano replicazioni negli ordinamenti giuridici di altri Stati.
Inoltre dalla norma si evince che il soggetto passivo non è solo il cittadino italiano con possedimenti all’estero, ma anche stranieri comunitari o extracomunitari – in Italia regolarmente residenti – che abbiano sul suolo del proprio Stato d’origine un bene immobile.
Ecco perché, come recita il titolo del post, non è solo roba da ricchi.
Sappiamo bene che molti cittadini extracomunitari sono proprietari di case nel proprio paese e ora, su queste proprietà – magari esentati nel proprio paese da imposte patrimoniali-, dovranno versare, in Italia, un’imposta.

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La base imponibile è determinata dal valore riportato nell’atto d’acquisto, ovvero – ove non sia reperibile – in base al valore di mercato della zona dove insiste l’immobile.
L’aliquota, unica e senza differenziazioni, è determinata nello 0,76%, ma è riconosciuto un credito d’imposta pari all’importo eventualmente versato a titolo di imposta patrimoniale allo Stato in cui è situato il bene.

Sinceramente si spera che il Governo abbia valutato in modo attento e quindi cautelativamente il possibile gettito di questa nuova imposta.
I problemi per la sua applicazione, infatti, si ritiene siano parecchi:

- definizione di concetto di “diritto reale” in ordinamenti non italiani;
- ricerca e riscontro sull’accertamento di proprietà estere di cittadini italiani e non;
- reperimento dei valori imponibili (pensiamo solo ad eventuali donazioni, successioni, permute, dove il valore dell’atto differisce da quello reale o di mercato);
- reperimento del valore di mercato della zona (la nostra amministrazione non conosce nemmeno i valori di mercato del nostro Paese, figuriamoci quelli esteri…);
- corretta considerazione del credito d’imposta (essendo specificato che il credito è riconosciuto solo per imposte “patrimoniali” versate, sembra difficile interpretare correttamente la natura delle diverse imposizioni di altri Paesi.

Questi e molti altri sono i dubbi e quindi altrettante sono le perplessità sul reale beneficio in termini di introiti di cui il nostro Stato potrebbe godere.

Non sia mai che, per reperire risorse, si arrivi ad istituire accordi e controlli che riducano – perché costosi ed elaborati – il gettito previsto.

Magari con il risultato di avere delle “uscite”, anziché delle “entrate”.

Di certo tassare cittadini non italiani per proprietà sul suolo straniero non è certo elegante, nemmeno in un momento di crisi come questo.

 

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Mutuo casa a tasso variabile BCE da Crediumbria

Il mutuo casa a tasso variabile BCE di Crediumbria è un finanziamento immobiliare con garanzia ipotecaria di primo grado in favore dell’istituto di credito erogante, che la clientela della banca potrà ottenere per acquistare, costruire o ristrutturare la prima o la seconda casa di proprietà, restituendo il capitale all’interno di un medio lungo arco temporale, con possibilità di estinguere anticipatamente il debito in qualsiasi momento.

Con maggior ordine, la caratteristica economica maggiormente preminente all’interno di questo contratto ci sembra essere quella relativa al tasso di interesse variabile, calcolato sulla base del tasso ufficiale di riferimento della Banca Centrale Europea, maggiorato di uno spread concordato tra le parti, e influenzato fondamentalmente dall’estensione temporale del piano di ammortamento della transazione creditizia in questione.
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Mutuo casa a tasso variabile BCE da Crediumbria, pubblicato su MutuOk il 26/01/2012

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Mutui: le liberalizzazioni del Governo abbassano lo Spread

Lo Spread sembra voler sorridere agli italiani, come dimostrano le ultime rilevazioni sul settore del credito europeo e in questo caso italiano, con chiaro riferimento alla differenza tra titoli Btp italiani a dieci anni e Bund tedeschi. I dati dicono che nella settimana delle liberalizzazioni avviate dal Governo in vari ambiti produttivi e professionali del [...]

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Liberalizzazioni: torna l’Iva sulle cessioni da costruttori

dreamstimefree_2664598.jpgUna misura inclusa nel decreto liberalizzazioni si pone l’obiettivo di aiutare le imprese costruttrici – in questo periodo, come molte altre, in difficoltà – ripristinando l’Iva sulle cessioni e sulle locazioni di immobili costruiti per la vendita e rimasti in magazzino, invenduti.
Fino ad oggi, se la cessione avveniva dopo 5 anni dall’ultimazione dei lavori, la cessione era esente dall’imposta sul valore aggiunto ed assoggettata all’Imposta di Registro.
Questo significava, per l’impresa, di dover rimborsare l’Iva portata provvisoriamente in compensazione se la cessione avveniva in regime di esenzione.
Il fine è quello di “sbloccare” risorse economiche da parte delle imprese per nuovi investimenti che vadano a beneficio dei settori direttamente collegati al mondo delle costruzioni.
Un po’ meno felici saranno i privati che acquisteranno questi immobili, perché  – com’è noto – l’aliquota Iva prevista, nel caso di acquisto “prima casa”, è più alta rispetto all’imposta di Registro fino ad oggi vigente (4% contro il 3%). Per un acquisto di 150mila euro, quindi, il privato si troverà a versare 1.500 euro in più rispetto a prima, oltre ai 168 euro di Imposta di registro comunque dovuti in misura fissa.

Un’altra misura a favore delle imprese è la facoltà dei Comuni di ridurre l’aliquota per la nuova Imu sugli immobili invenduti delle imprese costruttrici per un massimo di tre anni, portandola allo 0,38%.
La riduzione, però, graverà solo sulle entrate Comunali perché la quota spettante allo Stato dovrà essere comunque garantita.

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Mutuo a tasso fisso dalla Banca Popolare di Sondrio

Il mutuo a tasso fisso, disponibile presso le agenzie della Banca Popolare di Sondrio, è un finanziamento immobiliare ipotecario che la clientela dell’istituto di credito può utilizzare per acquistare, costruire o ristrutturare la prima o la seconda casa di proprietà, restituendo il capitale (maggiorato di quote interessi predeterminabili) all’interno di un piano di ammortamento che potrà estendersi, complessivamente, per alcuni decenni.

Il finanziamento in questione vede, come principale caratteristica all’interno delle proprie condizioni contrattuali, la presenza di un tasso di interesse fisso, calcolato sulla base dell’IRS di durata, maggiorato di uno spread concordato tra le parti. Ne deriva la generazione di un programma di rimborso del montante costituito da rate di importo sempre certo e costante, ponendo il mutuatario la riparo dai benefici e dagli svantaggi tipici del tasso di interesse variabile.

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Mutuo a tasso fisso dalla Banca Popolare di Sondrio, pubblicato su MutuOk il 25/01/2012

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Mutui: a Dicembre richieste al -41%

Dicembre, l’ultimo mese del 2011, è stato come quello precedente un periodo nero per le richieste sui mutui nel nostro paese: le rivelazioni di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif, non lasciano dubbi e parlano chiaramente di un -41% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questi, dunque, i numeri di cui si parla per ciò che [...]

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Mutuo casa a tasso variabile BCE da Unipol

Il mutuo casa a tasso variabile BCE, disponibile in tutte le filiali di Unipol Banca, è un finanziamento immobiliare con garanzia ipotecaria che le agenzie dell’istituto di credito predispongono in favore di quella clientela che desideri poter effettuare operazioni di acquisto, di costruzione o di ristrutturazione della prima o della seconda casa di proprietà, con restituzione del montante nel lungo termine.

Al di là di quanto sopra, appare evidente come la principale caratteristica della transazione risieda nella possibilità di poter usufruire della presenza di un tasso di interesse variabile sul capitale oggetto di mutuo: un tasso, calcolato sulla base del tasso ufficiale di riferimento della Banca Centrale Europea (maggiorato di uno spread), che permetterà alla clientela di poter beneficiare delle eventuali variazioni del valore di tale parametro di indicizzazione.
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Mutuo casa a tasso variabile BCE da Unipol, pubblicato su MutuOk il 23/01/2012

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Mutuo casa a tasso variabile da Banca Mediolanum

Il mutuo casa a tasso variabile da Banca Mediolanum è uno dei tanti finanziamenti immobiliari con garanzia ipotecaria che l’istituto di credito rende disponibile in favore della propria clientela che desideri poter sopperire all’esigenza finanziaria di poter acquistare la prima o la seconda casa di proprietà, a condizioni di onerosità in linea con i tassi di mercato e per un periodo temporale di media – lunga ampiezza.

Il tasso di interesse applicato al capitale oggetto del mutuo casa a tasso variabile da Banca Mediolanum sarà calcolato sommando all’Euribor di periodo uno spread, a titolo di maggiorazione onerosa, che il cliente dell’istituto di credito milanese avrà modo di concordare con la filiale della banca che erogherà il mutuo ipotecario, e che dipenderà fondamentalmente dall’estensione temporale della transazione.

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Mutuo casa a tasso variabile da Banca Mediolanum, pubblicato su MutuOk il 22/01/2012

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Mutuo a tasso BCE della Banca di Romagna

Il mutuo a tasso BCE della Banca di Romagna è un finanziamento immobiliare con garanzia ipotecaria che il cliente dell’istituto di credito potrà utilizzare per compiere operazioni come l’acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di proprietà immobiliari ad uso abitativo, prime o seconde case, intestate ai correntisti dell’istituto, in grado di adempiere correttamente ai requisiti di merito creditizio stabiliti dalle politiche aziendali per consentire l’accesso al credito.

Come intuibile, la caratteristica economica fondamentale del mutuo a tasso BCE della Banca di Romagna sarà determinata dalla presenza di un tasso di interesse variabile, calcolato come somma tra un parametro di riferimento di entità dinamica nel tempo (nell’ipotesi del mutuo in questione, si tratta del tasso ufficiale di riferimento BCE) e uno spread da concordarsi con l’istituto di credito erogante, sulla principale base della durata del piano di ammortamento.
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Mutuo a tasso BCE della Banca di Romagna, pubblicato su MutuOk il 21/01/2012

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Mutui: le previsioni sull’Euribor nel 2012

In questo momento caratterizzato da grande incertezza, soprattutto economica, per le famiglie italiane, il mercato dei mutui del Belpaese è comunque in grado di offrire – al pari di un po’ tutta la Zona Euro – una serie di tassi variabili a percentuali particolarmente convenienti, situazione dettata dalle scelte della Banca Centrale Europea di portare [...]

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Liberalizzazioni: doppia offerta per le polizze sui mutui e conto corrente base.

dreamstimefree_2904949.jpgNella bozza del decreto sulle liberalizzazioni, spunta – a seguire quanto già disposto dal decreto “salva Italia” – una novità sulle tanto discusse polizze abbinate ai mutui.
Già l’ISVAP ha vietato alle banche di ricoprire, per le polizze abbinate ai mutui da loro commercializzate, il doppio ruolo di collocatore e di beneficiario.
A dicembre, il Governo ha decretato “scorretto” il comportamento di quegli istituti che – al fine dell’ottenimento del finanziamento – “impongano” al cliente la sottoscrizione di una polizza.
Ora, sempre Palazzo Chigi, stringe ancora sulle banche.
Se l’erogazione è condizionata alla sottoscrizione di una polizza vita, le banche hanno l’obbligo di proporre al cliente almeno due prodotti di diverse gruppi assicurativi.

La nuova norma parla esplicitamente di “condizionamento” all’erogazione, ed è forse qui la chiave di tutto. Sappiamo bene come, nelle offerte di mutuo delle banche, le polizze vengano “piazzate” ufficialmente per dar luogo a sconti sul prodotto; non si legge mai, nemmeno sui fogli informativi, che l’erogazione è “condizionata” dalla sottoscrizione di coperture assicurative – se non a quella incendio/scoppio che non rientra però nella casistica in esame.
Quindi si tenta di normare ciò che avviene invece in via informale. Ed è difficile che possa funzionare come è stato ipotizzato.
Forse se il vincolo alla doppia offerta fosse stato introdotto senza limiti, tutto sarebbe stato davvero più chiaro e davvero a vantaggio del consumatore.
Inoltre, al momento, non vi sono indicazioni su “come” verranno scelti i prodotti da comparare.
Visto che l’onere è a carico della banca e non del cliente, quest’ultimo si troverà comunque a dover scegliere tra prodotti selezionati dall’istituto: davvero si pensa che la polizza meno cara potrebbe essere quella che rende meno alla banca?

Vedremo se con il successivo iter legislativo si possa fare chiarezza sul punto.

Arriva poi il conto corrente di base.
L’obiettivo è l’abbattimento dei costi per il prodotto bancario più diffuso.
Sarà il Governo, in assenza di un accordo con l’Abi, sempre tramite decreto, a stabilire i costi massimi per il nuovo conto corrente e, per risolvere almeno in parte i problemi paventati con l’abbattimento dell’utilizzo del contante di dicembre, per i prelievi tramite Bancomat effettuati presso sportelli non appartenenti alla banca dove si ha il conto.

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Mutuo casa a tasso fisso da BP Bergamo

Il mutuo casa a tasso fisso di Banca Popolare di Bergamo è un finanziamento immobiliare con garanzia reale (ipoteca di primo grado sull’immobile oggetto di contratto) che la clientela dell’istituto può richiedere per supportare operazioni di acquisto, di costruzione o di ristrutturazione della prima o della seconda casa di proprietà, con estinzione anticipata del debito residuo in qualsiasi momento, senza pagamento di alcuna penale per la cessazione del rapporto prima della naturale scadenza.

Il finanziamento si contraddistingue principalmente per la presenza di un tasso di interesse certo e costante sul capitale oggetto di mutuo: il piano di ammortamento che ne deriverà sarà caratterizzato da un importo delle rate sempre lineare, permettendo così al mutuatario di poter pianificare nel migliore dei modi le proprie uscite monetarie, e contribuendo in tal modo a permettere allo stesso la più elevata attendibilità nella gestione del bilancio familiare.
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Mutuo casa a tasso fisso da BP Bergamo, pubblicato su MutuOk il 19/01/2012

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Prestiti: rallentamento delle richieste per Bankitalia

Come il mercato dei mutui, anche quello dei prestiti è stato al centro di un consistente rallentamento sul finire del 2011, per la precisione nel mese di Novembre. Le rilevazioni e gli esiti delle stesse sono stati comunicati in questi giorni direttamente dalla Banca d’Italia, attraverso il consueto bollettino sulla situazione del mercato creditizio italiano. Nel [...]

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