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Categoria | Mercati Finanziari

Italia, la Finanza Islamica fa gola a D’urso

Italia, la Finanza Islamica fa gola a D’urso

Una legge quadro per recuperare il ritardo italiano sulla finanza islamica: è la proposta lanciata da Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico con delega al Commercio estero, aprendo i lavori del Forum sulla finanza islamica organizzato dall’Abi a Roma. Un quadro normativo che avrà il compito di rimuovere i molti ostacoli che oggi in Italia si frappongono alla diffusione di prodotti bancari «Sharia compliant», aderenti ai dettami della legge islamica. «Siamo molto in ritardo rispetto agli altri paesi – ha sottolineato Urso – se pensiamo che le banche islamiche nel mondo sono 350 di cui 26 in Europa e nessuna in Italia».

Quello che manca al nostro paese è una legge specifica, ha aggiunto, un quadro normativo per la finanza islamica, «consapevoli che occorre intervenire su diversi aspetti come le leggi fiscali, sulla proprietà, il diritto fallimentare e le leggi sui titoli». In questo modo si potrebbe finalizzare il lavoro che il governo sta facendo all’estero e che a novembre si concretizzerà in una missione in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi.

Un intervento sarebbe fondamentale anche per l’Abi. «Già oggi – ha detto il vicepresidente dell’associazione bancaria, Guido Rosa – diversi paesi europei sono pronti ad introdurre strumenti finanziari “Sharia compliant”. È importante non restare indietro e modificare il nostro impianto normativo, civilistico e fiscale, per favorire lo sviluppo della finanza islamica in Italia, aprendo la strada a nuove opportunità per gli intermediari e intercettando la grande liquidità dei paesi arabi».

Anche le imprese guardano con interesse a queste novità. «La finanza è sempre più importante per le aziende, soprattutto medie e piccole – ha detto il presidente della Piccola industria di Confindustria, Vincenzo Boccia – anche quella islamica. Ma va intesa come finanza reale, strumentale allo sviluppo e alla crescita delle imprese».

Intanto il segretario generale Unione banche arabe, Abou Said apre alla possibilità di creare una banca islamica “whole sale” in Italia. «La mia idea – ha spiegato Said – non è di creare una banca ex novo, ma di rilevarne una di dimensioni accettabili, in accordo con la Banca d’Italia, e mantenere nell’azionariato gli azionisti attuali».

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